La nota ministeriale con protocollo n. 188974, firmata il 22 ottobre 2026 dalla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, ridisegna le procedure operative per l’aggiornamento di RAV, PdM e PTOF 2026/2027. Non si tratta di una revisione totale dei documenti: il punto è capire esattamente cosa va aggiornato, entro quando, e con quali strumenti — perché dirigenti e segreterie non devono ricominciare da zero.
Cosa stabilisce la nota del 22 ottobre 2026
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato la nota prot. n. 188974 per fornire indicazioni operative alle istituzioni scolastiche in vista dell’anno scolastico 2026/2027. Il documento chiarisce le modalità di aggiornamento dei tre pilastri della pianificazione strategica scolastica: il Rapporto di Autovalutazione (RAV), il Piano di Miglioramento (PdM) e il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).
Il contesto è preciso: 2026/2027 è il secondo anno del triennio 2025-2028 del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV). Non siamo quindi all’avvio di un nuovo ciclo, ma nel mezzo di uno già in corso. Questo cambia radicalmente l’approccio richiesto alle scuole: non si riparte dall’inizio, si consolida e si aggiorna sulla base delle evidenze disponibili.
Cosa devono aggiornare le scuole — e cosa no
Il principio guida della nota è chiaro: l’aggiornamento non richiede una revisione completa dei documenti già adottati. Occorre invece incorporare le evidenze disponibili nel frattempo accumulate. In concreto, questo significa integrare:
- i dati INVALSI aggiornati, che offrono una fotografia più recente degli apprendimenti;
- i risultati del monitoraggio delle azioni previste nel Piano di Miglioramento;
- eventuali variazioni significative nel contesto scolastico o nell’offerta formativa.
Il punto è che molte scuole, per abitudine o per eccesso di scrupolo, tendono a riscrivere tutto ogni anno. Non è tanto un problema di volontà quanto di procedura consolidata nel tempo. La nota ministeriale interviene proprio qui: bisogna aggiornare, non rifare. Questo alleggerisce il lavoro ma richiede una lettura attenta di ciò che è già stato fatto e di cosa va integrato.
→ Leggi anche: Concorso docenti: ecco la nuova tabella dei titoli e i 30mila posti in palio
La piattaforma PTOF cambia: nuove sezioni e campi obbligatori
Una delle novità più operative riguarda direttamente la piattaforma informatica del PTOF. La piattaforma ha subito modifiche strutturali: sono state introdotte nuove sezioni e alcuni campi sono diventati obbligatori. Questo significa che non basta riaprire il documento dell’anno scorso e apportare piccole modifiche: occorre verificare che la struttura del PTOF caricato a sistema sia compatibile con la nuova architettura della piattaforma.
Per i dirigenti scolastici e le segreterie, il consiglio pratico è di accedere alla piattaforma prima di iniziare qualsiasi revisione dei contenuti, così da mappare i nuovi campi obbligatori e pianificare il lavoro in modo coerente. Procedere nell’ordine inverso — aggiornare prima i contenuti e poi scoprire che la struttura è cambiata — rischia di generare duplicazioni e perdite di tempo.
La finestra temporale per l’aggiornamento RAV, PdM e PTOF 2026
Le scuole possono procedere con le operazioni di aggiornamento a partire dal 22 ottobre 2026 — data di pubblicazione della nota — fino all’avvio delle iscrizioni per l’anno scolastico 2027/2028. La finestra è quindi relativamente ampia, ma non illimitata.
Questo lasso di tempo non va interpretato come un invito alla procrastinazione. Le iscrizioni per il 2027/2028 si aprono tradizionalmente nei primi mesi dell’anno solare, il che significa che i documenti devono essere aggiornati e pubblicati prima che le famiglie inizino a consultarli per scegliere la scuola. Il PTOF, in particolare, è uno strumento di orientamento per le famiglie: un documento non aggiornato o incompleto può influire negativamente sull’immagine dell’istituto.
Chi deve fare cosa: il ruolo del dirigente e del collegio dei docenti
L’aggiornamento dei documenti strategici non è un adempimento burocratico da delegare interamente alla segreteria. La nota ministeriale si rivolge alle istituzioni scolastiche nel loro complesso, il che implica un coinvolgimento collegiale.
→ Leggi anche: Assegnazioni provvisorie 2026-27: informativa ai sindacati il 9 luglio, cosa cambia per docenti
In particolare:
- il dirigente scolastico coordina il processo e garantisce la coerenza tra RAV, PdM e PTOF;
- il collegio dei docenti delibera sulle modifiche al PTOF, che non può essere modificato unilateralmente;
- le funzioni strumentali e i referenti per la valutazione hanno un ruolo operativo nell’analisi dei dati INVALSI e nel monitoraggio del PdM.
Il fatto che si tratti del secondo anno del triennio SNV è rilevante anche qui: il monitoraggio del Piano di Miglioramento dovrebbe già produrre dati e riflessioni utili. Se questo lavoro è stato fatto con regolarità, l’aggiornamento risulterà più fluido. Se invece il monitoraggio è rimasto sulla carta, adesso è il momento di recuperare.
Perché questa nota arriva adesso
La scelta di pubblicare le indicazioni operative il 22 ottobre 2026 non è casuale. L’inizio dell’anno scolastico è ormai consolidato, i collegi dei docenti hanno già avviato i lavori, e le scuole dispongono dei dati INVALSI relativi all’anno precedente. È il momento giusto per avviare una riflessione documentata, non una rincorsa all’ultimo minuto.
La Direzione generale per gli ordinamenti scolastici ha scelto di accompagnare la nota con materiali di supporto operativo, proprio per ridurre l’incertezza interpretativa che spesso accompagna queste comunicazioni. Per consultare il testo integrale della nota e accedere ai materiali allegati, il riferimento ufficiale è il portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Quello che emerge, in sintesi, è un approccio ministeriale orientato alla continuità migliorativa piuttosto che alla discontinuità ciclica. Le scuole che hanno lavorato bene nel primo anno del triennio troveranno questo aggiornamento relativamente agevole. Per quelle che invece hanno trattato RAV, PdM e PTOF come adempimenti formali, la nota prot. n. 188974 rappresenta un’occasione concreta — e con una scadenza precisa — per invertire la rotta.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








