Il Decreto-Legge 170/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 settembre 2026 ed entrato in vigore il giorno successivo, cambia le regole del Piano Educativo Individualizzato per gli studenti con disabilità. Non è una riforma marginale: tocca le tempistiche di redazione del PEI, le procedure per definire le ore di sostegno didattico e il funzionamento del gruppo di lavoro che lo approva. Il punto è capire cosa cambia concretamente — per le famiglie, per i docenti e per chi coordina l’inclusione a scuola ogni giorno.
Cosa introduce il decreto 170 2026 sul PEI: il quadro generale
Il decreto 170 del 2026 interviene su un documento che è al centro di ogni percorso di inclusione scolastica: il Piano Educativo Individualizzato. Il PEI non è solo un modulo da compilare — è lo strumento che definisce gli obiettivi educativi, le risorse assegnate e le strategie didattiche per ogni alunno con disabilità certificata.
Le modifiche riguardano due aree principali: le scadenze entro cui il PEI deve essere redatto e le procedure per determinare le ore di sostegno didattico. Entrambe le aree erano già disciplinate dalla normativa precedente, ma il decreto introduce una distinzione più netta tra situazioni diverse, rendendo il processo più flessibile — almeno sulla carta.
Occorre distinguere subito due scenari, perché le regole cambiano a seconda della situazione dello studente.
Due percorsi distinti: primo accesso o continuità
Il decreto 170 2026 stabilisce una differenza chiara tra chi entra per la prima volta in un percorso di sostegno — o ha ricevuto una nuova certificazione — e chi invece è già seguito dalla stessa scuola.
Per i nuovi iscritti o gli studenti con certificazione recente, la procedura prevede:
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- un PEI provvisorio entro giugno, da predisporre prima dell’inizio dell’anno scolastico;
- un PEI definitivo entro il 15 ottobre, da formalizzare nelle prime settimane di scuola.
Per gli studenti già in percorso di sostegno che continuano nello stesso istituto, invece, il PEI definitivo viene preparato entro giugno e può essere aggiornato all’inizio del nuovo anno scolastico. Questa distinzione ha una logica precisa: chi è già conosciuto dalla scuola non ha bisogno di tempi di osservazione aggiuntivi, mentre per un nuovo ingresso serve più tempo per costruire un quadro realistico.
Il punto è che questa doppia scadenza — giugno per i continuativi, 15 ottobre per i nuovi — impone alle scuole una pianificazione anticipata, già a partire dalla primavera. Non è tanto una complicazione burocratica quanto una richiesta di organizzazione strutturata.
Il GLO: composizione, presidenza e la nuova flessibilità nelle approvazioni
Il Gruppo di Lavoro Operativo — il GLO — è il cuore procedurale del PEI. È l’organo che lo discute, lo costruisce e lo approva. Il decreto 170 2026 ne precisa meglio il funzionamento.
Il GLO viene formalmente costituito dal dirigente scolastico all’inizio di ogni anno scolastico. Ne fanno parte:
- il team docenti (nella scuola primaria) o il consiglio di classe (negli ordini superiori);
- la famiglia dell’alunno;
- gli specialisti coinvolti nel percorso dell’alunno;
- il supporto dell’Unità di Valutazione Multidisciplinare.
La presidenza del GLO spetta al dirigente scolastico o a un suo delegato. Non è una formalità: chi presiede ha la responsabilità di garantire che il processo si svolga correttamente e nei tempi previsti.
La novità più significativa sul piano operativo riguarda la flessibilità nell’approvazione: il decreto consente che il PEI venga approvato anche in assenza di uno dei componenti del GLO. Fino ad oggi, la presenza di tutti i membri poteva diventare un ostacolo pratico — specialisti difficili da convocare, famiglie impossibilitate a partecipare in una data specifica. Questa modifica punta a evitare blocchi procedurali che rallentavano la formalizzazione del documento e, di conseguenza, l’assegnazione delle risorse.
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Le ore di sostegno didattico: come cambia la procedura
Uno degli aspetti più attesi riguarda le ore di sostegno didattico. Il decreto 170 2026 modifica le procedure per definirle, anche se il meccanismo di base — la proposta emerge dal PEI e viene poi formalizzata dall’istituzione scolastica — rimane invariato.
La modifica alle tempistiche di redazione del PEI ha un effetto diretto: se il PEI provvisorio viene predisposto entro giugno per i nuovi ingressi, la stima delle ore di sostegno può essere comunicata alle famiglie prima dell’inizio delle lezioni, e non più nelle prime settimane di scuola, quando spesso i bambini e i ragazzi si trovano già in classe senza un supporto definito. Bisogna riconoscere che questo era uno dei punti di maggiore criticità del sistema precedente.
Per gli studenti in continuità, il PEI definitivo di giugno già include la previsione delle ore per l’anno successivo, con la possibilità di aggiornamento a settembre-ottobre in base all’effettiva situazione.
Cosa devono fare concretamente le scuole adesso
Il decreto è in vigore dal 1° ottobre 2026. Le scuole che non hanno ancora avviato la costituzione formale del GLO per l’anno in corso devono farlo subito, con il dirigente che emette l’atto di costituzione. Per i nuovi iscritti con disabilità certificata, il PEI definitivo deve essere completato entro il 15 ottobre: mancano pochi giorni.
Occorre anche verificare che i verbali delle riunioni del GLO documentino correttamente eventuali assenze di componenti, soprattutto ora che l’approvazione in assenza di un membro è consentita — ma va comunque tracciata.
Per le famiglie, il consiglio pratico è uno: chiedere alla scuola quando è convocato il GLO e partecipare. La presenza della famiglia non è solo un diritto formale — è uno degli elementi che rende il PEI uno strumento realmente calibrato sul singolo studente. Chi vuole approfondire il testo di riferimento può consultare la scheda dell’AIPD sulle disposizioni del decreto scuola 170/2026, che offre una lettura orientata alle famiglie di persone con disabilità intellettiva.
Il decreto 170 2026 non rivoluziona l’impianto dell’inclusione scolastica italiana, ma introduce aggiustamenti procedurali concreti che — se applicati correttamente — possono ridurre i ritardi cronici nella definizione del PEI e garantire che ogni studente con disabilità inizi l’anno scolastico con un piano già in mano, non da costruire settimana per settimana mentre le lezioni avanzano.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








