Se fai parte del personale ATA e stai aspettando di sapere se puoi avvicinarti a casa per l’anno scolastico 2026/27, la finestra temporale è aperta: le istanze di utilizzazione e assegnazione provvisoria si presentano dal 23 luglio al 4 agosto 2026, esclusivamente via PEC. La mobilità ATA 2026/27 entra così nella sua fase operativa più concreta, quella che riguarda non i trasferimenti definitivi — già pubblicati il 12 giugno — ma gli spostamenti temporanei per il prossimo anno scolastico. Capire come funziona la procedura, a chi va inviata la domanda e quali differenze esistono tra utilizzazione e assegnazione provvisoria è il punto di partenza per non commettere errori che costano tempo e opportunità.
Cosa sono utilizzazioni e assegnazioni provvisorie: non è la stessa cosa
Il punto è questo: molti lavoratori usano i due termini come sinonimi, ma la differenza è sostanziale — sia sul piano giuridico che su quello procedurale.
L’utilizzazione consente al personale ATA di prestare servizio in un’istituzione scolastica diversa da quella di titolarità, ma all’interno di esigenze specifiche del sistema: ad esempio, per coprire posti rimasti vacanti dopo la mobilità ordinaria o per rispondere a particolari necessità di organico. Si tratta di uno strumento flessibile, pensato per garantire la funzionalità delle scuole.
L’assegnazione provvisoria, invece, è richiesta dal lavoratore per ragioni personali o familiari — avvicinamento al luogo di residenza, assistenza a familiari, situazioni di salute — e può essere sia provinciale (all’interno della stessa provincia) che interprovinciale (verso un’altra provincia). Entrambe hanno durata annuale: si concludono al termine dell’anno scolastico 2026/27.
A chi va inviata la domanda: due destinatari diversi a seconda del tipo di istanza
Qui si concentrano la maggior parte degli errori. La procedura differisce a seconda del tipo di istanza che si presenta, ed è fondamentale non confondere i destinatari.
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- Utilizzazioni: la domanda va inviata alla scuola di servizio attuale, cioè quella in cui il lavoratore è titolare o assegnato. È la scuola stessa che verifica la documentazione e la trasmette all’Ufficio Scolastico Territoriale competente. Il personale non deve quindi contattare direttamente l’ufficio provinciale in questa fase.
- Assegnazioni provvisorie (provinciali e interprovinciali): la domanda va inviata direttamente all’Ufficio Scolastico Territoriale della provincia di destinazione, sempre tramite PEC.
Inviare la domanda al destinatario sbagliato significa rischiare che non venga presa in carico nei tempi previsti. Occorre quindi verificare con attenzione quale ufficio ricevere la propria istanza prima di procedere all’invio.
Il quadro normativo: CCNI del 10 luglio 2026 e nota ministeriale n. 18007
La procedura è regolata dal CCNI del 10 luglio 2026 — il contratto collettivo nazionale integrativo che disciplina la mobilità del personale scolastico — e dalla nota ministeriale n. 18007, emanata dalla Direzione generale per il personale scolastico del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Questi due provvedimenti definiscono le condizioni di accesso, i requisiti, le priorità e le modalità operative per l’anno scolastico 2026/27.
Chi vuole consultare direttamente i testi di riferimento può accedere al portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, dove vengono pubblicati i provvedimenti ufficiali relativi al personale scolastico. È sempre preferibile leggere il testo originale rispetto a interpretazioni di terzi, anche quando queste sono autorevoli.
Chi può fare domanda: i profili ATA coinvolti
Non tutto il personale scolastico rientra in questa procedura. Le istanze di utilizzazione e assegnazione provvisoria riguardano specificamente il personale ATA, che comprende tre grandi categorie:

- Assistenti amministrativi — addetti alla segreteria scolastica, gestione documentale, rapporti con famiglie e istituzioni;
- Assistenti tecnici — figure di supporto ai laboratori, con competenze specifiche per area disciplinare;
- Collaboratori scolastici — personale di accoglienza, sorveglianza e supporto operativo alla vita scolastica quotidiana.
Ogni profilo ha le proprie graduatorie di riferimento e le proprie condizioni di accesso alle procedure di mobilità annuale. Non bisogna trattare il personale ATA come una categoria omogenea: le regole si applicano in modo differenziato anche in base al profilo e alla fascia di appartenenza.
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Il punto di partenza: la mobilità ordinaria già pubblicata a giugno
Per comprendere perché esiste questa fase di utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, bisogna ricordare che i trasferimenti e i passaggi definitivi sono stati pubblicati il 12 giugno 2026. Quella pubblicazione ha ridisegnato la distribuzione del personale ATA sulle scuole italiane per l’anno scolastico 2026/27.
Dopo quella fase, restano però posti scoperti — per rinunce, per esigenze sopravvenute, per organici che non si sono assestati — e rimangono lavoratori che non hanno ottenuto il trasferimento richiesto o che si trovano distanti dalla propria residenza. È esattamente per rispondere a queste situazioni che la procedura di utilizzazione e assegnazione provvisoria entra in gioco: non sostituisce la mobilità ordinaria, la integra.
Come presentare la domanda in modo corretto
Tutto passa dalla PEC — la posta elettronica certificata — che è l’unico canale valido per inviare le istanze. Non sono ammesse domande cartacee, email ordinarie o consegne a mano. Questo vale sia per le utilizzazioni che per le assegnazioni provvisorie.
Prima di inviare, occorre verificare:
- di avere una PEC attiva e funzionante — se scaduta, va rinnovata prima della scadenza del 4 agosto;
- di allegare tutta la documentazione richiesta dal CCNI e dalla nota ministeriale (titoli, motivazioni, eventuali certificazioni mediche o familiari per le assegnazioni provvisorie);
- di inviare al destinatario corretto (scuola di servizio per le utilizzazioni, UST per le assegnazioni provvisorie);
- di rispettare il termine del 4 agosto 2026: le istanze presentate fuori finestra non vengono prese in considerazione.
Un errore frequente riguarda la documentazione incompleta: la scuola o l’ufficio ricevente non è tenuto a richiedere integrazioni se la domanda è lacunosa. Meglio inviare tutto il necessario fin dal primo invio.
La mobilità ATA 2026/27 offre una possibilità concreta a chi vuole — o deve — cambiare sede per il prossimo anno. La finestra è breve, meno di due settimane, e la procedura richiede attenzione ai dettagli: destinatario giusto, documentazione completa, PEC funzionante. Chi si organizza per tempo ha buone possibilità di ottenere quanto richiesto; chi aspetta l’ultimo giorno rischia di trovarsi a corto di tempo per correggere eventuali errori.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








