Salute

Se conoscessi questi 9 fattori, potresti salvarti: il tumore al fegato è prevenibile nell’80% dei casi

Tumore al fegato diagnosi
Cosa devi sapere sul tumore al fegato per non svilupparlo - lascuolafanotizia.it

Puoi salvarti dal tumore al fegato conoscendo i nove fattori a rischio, questo tumore è prevedibile e si può intervenire in tempo.

Uno studio globale recentemente pubblicato ha evidenziato che quasi l’80% dei casi di tumore del fegato diagnosticati nel 2022 potrebbe essere prevenuto agendo sui cosiddetti fattori di rischio modificabili. L’indagine, che ha analizzato dati provenienti da 185 Paesi, ha coinvolto oltre 680mila diagnosi di epatocarcinoma, la forma più comune di carcinoma epatico.

Secondo i ricercatori, il 78,4% dei tumori al fegato sono attribuibili a nove principali fattori di rischio che possono essere controllati con interventi mirati sullo stile di vita e sulle condizioni ambientali. Questi fattori si dividono in tre categorie:

Tendenze epidemiologiche e impatto delle vaccinazioni

Tra il 1990 e il 2022 si è registrata una diminuzione significativa dei casi di carcinoma epatico legati alle infezioni da HBV e HCV, grazie alla diffusione delle vaccinazioni e dei trattamenti antivirali. Tuttavia, c’è stato un incremento preoccupante delle forme associate ai fattori metabolici, attribuibile all’aumento dell’obesità e a stili di vita poco salutari, caratterizzati da diete ipercaloriche e sedentarietà.

Bruno Daniele, direttore dell’Oncologia dell’Ospedale del Mare di Napoli e coordinatore delle linee guida AIOM per l’epatocarcinoma, sottolinea l’importanza di queste evidenze: «Quasi otto tumori al fegato su dieci sarebbero evitabili – afferma –. Considerando che il carcinoma epatocellulare è spesso diagnosticato in fase avanzata con scarse possibilità di cura, la prevenzione rappresenta uno strumento fondamentale».

Tumore cosa sapere

Fattori di rischio che possono far prevedere un tumore al fegato – lascuolafanotizia.it

I dati globali sono confermati anche dalle più recenti statistiche italiane, come riportato nel volume “I numeri del cancro in Italia 2024”. In Italia, oltre il 70% dei casi di tumori primitivi del fegato è associato a infezioni da HBV e HCV. Inoltre, nel Nord Italia circa un terzo delle diagnosi è collegato all’abuso di alcol.

Negli ultimi anni è aumentata l’età media alla diagnosi e si è osservato un incremento dei casi non virali, riconducibili a fattori metabolici o a cause miste (metaboliche ed etiliche). Questo cambiamento epidemiologico è in parte attribuibile all’efficacia della vaccinazione anti-HBV, obbligatoria in Italia da oltre tre decenni, e alle terapie antivirali per HCV, ma anche all’influenza negativa degli stili di vita moderni, caratterizzati da alimentazione squilibrata e scarsa attività fisica.

L’attenzione alle cause modificabili rappresenta quindi una leva cruciale per ridurre l’incidenza di questa grave patologia, offrendo un’opportunità concreta per migliorare la salute pubblica e la qualità di vita.

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