Fumetti, film in lingua originale, spettacoli teatrali e percorsi di cittadinanza globale: l’Institut français Italia ha presentato il proprio programma di cooperazione didattica per l’anno scolastico 2026/27, e il messaggio è chiaro — l’insegnamento francese scuola non deve restare confinato alla grammatica e alle versioni. Il programma, rivolto a docenti e studenti di diverse regioni italiane, mette insieme strumenti culturali molto diversi tra loro per rendere la lingua francese qualcosa di vivo, praticabile, motivante.
Un programma che va oltre il libro di testo
Il punto è questo: studiare il francese funziona meglio quando la lingua diventa un mezzo, non solo un fine. Leggere un fumetto in francese, guardare un cortometraggio senza sottotitoli o recitare una scena teatrale attiva meccanismi di apprendimento che la lezione frontale tradizionale fatica a raggiungere. Non è tanto una questione di innovazione per il gusto di innovare — è che questi strumenti abbassano il filtro emotivo, come lo chiamano i linguisti, e fanno sì che lo studente si esponga alla lingua senza la paura del voto.
Il programma dell’Institut français Italia per il 2026/27 copre aree tematiche ben distinte — cinema, letteratura, fumetto, teatro, educazione civica, orientamento professionale — e si rivolge a scuole di regioni come Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e San Marino. Ogni proposta è pensata per integrarsi con la programmazione curricolare esistente, non per sostituirla.
Comics&Games@Scuola: il fumetto francese entra in classe
Tra le iniziative più originali c’è il progetto Comics&Games@Scuola, che porta in classe fumetti, giochi e videogiochi in lingua francese, sviluppato in collaborazione con i festival Lucca Comics&Games e Play. Per i docenti che insegnano francese, si tratta di un’occasione concreta: il fumetto — o bande dessinée, come si dice in francese — è un formato che unisce testo e immagine, e permette di lavorare su lessico, registro linguistico e cultura contemporanea allo stesso tempo.
La novità assoluta di quest’anno scolastico è un premio letterario dedicato ai fumetti, rivolto alle scuole medie e superiori. Un concorso che stimola gli studenti a leggere, confrontarsi e argomentare le proprie preferenze — tutto in francese. Bisogna considerare che attività di questo tipo sviluppano non solo la competenza linguistica, ma anche quella critica e argomentativa, che poi torna utile in sede d’esame.
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Come usarlo in classe? Occorre partire da un testo scelto insieme agli studenti, lavorare sul vocabolario visivo e narrativo, poi costruire attività di comprensione e produzione orale. Il fumetto si presta bene anche alle classi con livelli eterogenei: le immagini supportano chi ha meno competenza linguistica, mentre il testo sfida chi è già più avanzato.
Cinema e teatro: la lingua francese in scena
Il cinema in lingua originale è da decenni uno degli strumenti più efficaci nell’insegnamento francese scuola: espone gli studenti a varietà di accenti, ritmi del parlato, registri informali e formali che nessun manuale riesce a riprodurre fedelmente. Il programma dell’Institut français include proposte cinematografiche pensate specificamente per il contesto scolastico, con materiali didattici di accompagnamento.
Il teatro, invece, lavora su un piano diverso ma complementare. Recitare in francese — anche solo una scena breve, anche solo una lettura drammatizzata — costringe lo studente a fare i conti con la pronuncia, l’intonazione, il ritmo della frase. Non è un esercizio di memoria: è un esercizio di incarnazione della lingua. Molti docenti che hanno sperimentato attività teatrali in classe riferiscono che gli studenti più timidi, paradossalmente, trovano nel “personaggio” una protezione che li libera dall’ansia da prestazione.
Occorre però pianificare bene: un’attività teatrale improvvisata non funziona. Bisogna scegliere testi adeguati al livello, dedicare tempo alla preparazione fonetica, e — quando possibile — concludere con una restituzione davanti a un pubblico reale, anche solo la classe accanto.
Giovani cittadini del mondo: il francese incontra l’educazione civica
Tra le novità più significative per il 2026/27 c’è il percorso Giovani cittadini del mondo, un itinerario di educazione civica che integra la dimensione linguistica con quella della cittadinanza globale. Il progetto è pensato per far riflettere gli studenti su temi come la sostenibilità, la diversità culturale, i diritti, l’Europa — usando il francese come lingua veicolare di un discorso più ampio.
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Il punto è che il francese non è solo la lingua della Francia: è lingua ufficiale di oltre venti paesi nel mondo, è una delle lingue di lavoro dell’Unione Europea, è parlata in Africa, nelle Americhe, in Oceania. Usarla per parlare di cittadinanza globale non è una forzatura — è coerente con la natura stessa della lingua. Per i docenti, questo percorso offre anche un aggancio diretto con i temi dell’Agenda 2030 e con le competenze trasversali richieste dai curricoli.
In termini pratici, un percorso di questo tipo può strutturarsi attorno a testi autentici — articoli di giornale francofoni, discorsi, campagne sociali — analizzati linguisticamente ma anche criticamente. L’obiettivo non è solo capire il francese, ma usarlo per capire il mondo.
Come accedere al programma: cosa devono fare i docenti
Per i docenti interessati, il primo passo è consultare il programma ufficiale dell’Institut français Italia per il 2026/27, disponibile anche tramite gli Uffici Scolastici Regionali delle aree coperte dall’iniziativa. Le proposte didattiche — che spaziano dal fumetto al cinema, dal teatro all’orientamento professionale — sono modulari: si può aderire a una singola attività o costruire un percorso più ampio nell’arco dell’anno.
Bisogna anche tenere presente che molte di queste attività si prestano a essere inserite nel PTOF come progetti extracurricolari o come potenziamento dell’offerta formativa in lingua straniera. Alcuni percorsi possono essere collegati alle ore di educazione civica, che ogni scuola è tenuta a garantire. Vale la pena verificare con il proprio dirigente scolastico e con il dipartimento di lingue straniere come integrare queste proposte nella programmazione già esistente.
L’insegnamento francese scuola ha bisogno di strumenti nuovi per rispondere a studenti che vivono in un ecosistema mediatico radicalmente diverso da quello di vent’anni fa. Fumetti, film, teatro e percorsi civici non sono distrazioni dalla lingua: sono la lingua, in tutto il suo spessore culturale e comunicativo. Il programma dell’Institut français Italia per il 2026/27 offre ai docenti un’occasione concreta per rinnovare la propria didattica — senza stravolgere la programmazione, ma arricchendola di esperienze che gli studenti difficilmente dimenticheranno.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








