Cambia la cifra che incassi con l’assegno unico: ecco cosa devono fare le famiglie italiane per non perdere nemmeno un euro del sussidio.
Il punto è questo: ogni anno l’Assegno Unico si aggiorna, e se non fai una cosa precisa entro la scadenza giusta, rischi di ricevere l’importo minimo — anche se ne hai diritto a uno molto più alto. Non è tanto una questione di burocrazia fine a se stessa: è una questione di soldi reali che entrano (o non entrano) nel bilancio familiare ogni mese. Ecco cosa cambia nel 2026 e, soprattutto, cosa devi fare adesso.
Perché cambia la cifra che incassi con l’assegno unico
Succede ogni anno: l’Assegno Unico viene adeguato al costo della vita tenendo conto dell’indice FOI, quello che misura i prezzi al consumo. Questo aggiornamento serve a mantenere stabile il potere d’acquisto delle famiglie, soprattutto in un contesto economico che va spesso a pesare sui bilanci domestici. L’aumento non si limita solo alla quota per ciascun figlio, ma include anche variabili come le famiglie numerose, le madri under 21 e i nuclei con figli disabili.
La soglia ISEE di riferimento è stata aggiornata a circa 17.090 euro, mentre il limite oltre il quale si riceve solo la quota minima supera i 45.500 euro. Per ogni figlio minore, la cifra massima può superare i 199 euro mensili nelle famiglie con ISEE più basso, mentre la quota minima si aggira intorno ai 57 euro. Per i giovani tra i 18 e i 21 anni gli importi sono invece inferiori.
Come funziona l’Assegno Unico – lascuolafanotizia.it
👉 Leggi anche: Bonus nido 2026: pagamenti più veloci con i nuovi dati INPS entro il 1° settembre
Cosa devono fare le famiglie italiane: la mossa fondamentale
A partire da marzo, per continuare a ricevere l’Assegno Unico nella fascia di reddito che ti spetta, bisogna avere una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata. Il meccanismo è semplice — ma le conseguenze di non agire lo sono altrettanto:
- Se non aggiorni l’ISEE entro il 29 febbraio, l’INPS eroga automaticamente l’importo minimo legale, anche a chi ha diritto a una cifra più alta.
- Se presenti l’ISEE entro il 30 giugno, puoi recuperare le differenze con un pagamento retroattivo a partire da marzo.
- Se superi il 30 giugno, le differenze non sono più recuperabili — quei soldi sono persi definitivamente.
Il consiglio pratico è uno solo: anticipare i tempi. Non aspettare l’ultimo momento utile, perché i CAF e i patronati si intasano proprio nelle settimane prima delle scadenze.
Chi riceve importi diversi: le variabili che cambiano la cifra
L’Assegno Unico non è uguale per tutti — e questo è esattamente il punto. La cifra che incassi cambia in base a com’è composto il tuo nucleo familiare. Ecco le principali variabili da tenere a mente:
- Dal terzo figlio in poi: gli importi aumentano progressivamente.
- Entrambi i genitori lavorano: è prevista un’integrazione aggiuntiva per favorire la conciliazione tra lavoro e cura della famiglia.
- Figli disabili: non ci sono limiti d’età e le maggiorazioni vengono aggiornate ogni anno — occorre verificare gli importi correnti sul portale INPS.
- Madri under 21: ricevono una quota fissa aggiuntiva indipendentemente dal reddito.
I pagamenti vengono solitamente effettuati nella seconda metà del mese, ma possono esserci variazioni nel corso dei mesi. Per questo motivo occorre controllare con regolarità il fascicolo previdenziale sul portale INPS, in modo da non trovare sorprese inaspettate.
Devo fare una nuova domanda?
Non è tanto la domanda il problema — è sapere quando farla. In linea generale, non bisogna presentare una nuova domanda a meno che non ci siano cambiamenti nel nucleo familiare: una nascita, un figlio che raggiunge la maggiore età, una separazione. In tutti gli altri casi, la domanda già presentata rimane valida: ciò che va aggiornato è l’ISEE, ogni anno, entro le scadenze indicate sopra.
👉 Leggi anche: Bonus scuole paritarie fino a 1.500 euro: come funziona e chi ne ha diritto (ok del Garante Privacy)
Se si procede a un controllo periodico del proprio fascicolo previdenziale, ci si assicura che tutto l’importo venga effettivamente accreditato — e che nessuna variazione passi inosservata.
FAQ sull’assegno unico 2026
Cosa succede se non rinnovo l’ISEE entro febbraio?
L’INPS eroga automaticamente l’importo minimo previsto dalla legge. Se hai diritto a una cifra più alta, la perdi per i mesi in cui non hai l’ISEE aggiornato — a meno che tu non lo presenti entro il 30 giugno, recuperando così le differenze in modo retroattivo.
Entro quando posso recuperare le differenze non pagate?
Entro il 30 giugno. Superata questa data, le somme non percepite non sono più recuperabili.
L’importo dell’assegno unico cambia ogni anno?
Sì: viene rivalutato annualmente in base all’indice FOI (prezzi al consumo). Questo significa che la cifra che incassi con l’assegno unico può aumentare leggermente di anno in anno per tenere il passo con l’inflazione.
I figli disabili hanno un assegno diverso?
Sì. Per i figli con disabilità non esistono limiti d’età e sono previste maggiorazioni specifiche che variano in base al grado di disabilità riconosciuto. Gli importi esatti vanno verificati ogni anno sul portale INPS o tramite patronato.
Devo fare una nuova domanda se nasce un secondo figlio?
Sì: ogni variazione del nucleo familiare — nascita, adozione, figlio che compie 18 anni — richiede l’aggiornamento della domanda. In tutti gli altri casi, la domanda esistente resta valida e occorre solo rinnovare l’ISEE.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








