Prof esasperati e stanchi, “Distruggono attrezzature, provocano risse”: la denuncia alla Dirigente è l’ennesimo segnale che qualcosa nelle scuole italiane si è rotto — e che non si può più far finta di niente.
La scuola è da sempre un luogo di educazione, in cui bambini e ragazzi dovrebbero imparare non solo ciò che è materia di istruzione e cultura, ma anche venire indirizzati il più possibile verso l’età adulta. Il punto è che questo mandato oggi sembra messo seriamente in discussione.
Invece, negli ultimi anni, qualcosa sembra essere cambiato. Comprendere cosa non sta andando fra ciò che accade in casa e quello che avviene a scuola è molto complicato, di sicuro però gli episodi che si verificano sempre più frequentemente lasciano un abbondante spazio a riflessioni, timori e preoccupazioni che vanno davvero al di là di quello che dovrebbe effettivamente accadere.
Tanti i professori esasperati e stanchi per i continui episodi di vandalismo, ma anche per le risse provocate da fin troppi studenti. E infatti, all’interno di questo articolo, abbiamo voluto mettere al centro dell’attenzione la denuncia di una dirigente in particolare — un caso che, purtroppo, non è affatto isolato.
Prof esasperati e stanchi: cosa sta succedendo davvero nelle scuole italiane
Non è tanto un problema di singoli episodi: è una tendenza che si ripete, scuola dopo scuola, città dopo città. Insulti ai professori, attrezzature distrutte, risse organizzate come se fossero appuntamenti in calendario. I docenti — quelli che ogni giorno entrano in classe con la voglia di fare la differenza — si ritrovano a fare i conti con una realtà che li logora. Bisogna dirlo chiaramente: il disagio degli insegnanti è reale, documentato e non può essere ignorato.
Occorre capire da dove nasce questa escalation. Le cause sono molteplici — fragilità familiari, isolamento sociale, uso distorto dei social media — ma il risultato è sempre lo stesso: aule trasformate in luoghi di tensione, dove chi vuole studiare fatica e chi insegna è costretto a gestire l’emergenza invece di fare lezione.
Vandalismo e risse nelle scuole, la denuncia alla dirigente: i dettagli
L’ennesimo episodio che a questo punto ha fatto traboccare un vaso pieno fino all’orlo. In seguito a una rissa avvenuta in un istituto superiore di Modena, i docenti non ci hanno visto più e hanno deciso di scrivere una lettera alla dirigente scolastica. Pubblicata dal Resto del Carlino, viene specificato al suo interno che un ragazzo è stato aggredito da un gruppo di coetanei, in quello che sarebbe stato un evento organizzato in anticipo.
Cosa succede (www.lascuolafanotizia.it)
Colpito da una decina di giovani, la vittima ha riportato un occhio gonfio, graffi e ha difficoltà a camminare. Gli sono stati anche sottratti portafoglio e occhiali. Un avvenimento deplorevole, ma non isolato. Gli insegnanti hanno parlato di altri episodi privi di disciplina e pregni di violenza a scuola; sono stati riportati studenti che insultano professori e personale scolastico, “disturbano le lezioni, rompono attrezzature, arredi e impianti”. Non mancano poi dalla ‘menzione speciale’ le risse.
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Questa situazione viene definita come “punto di non ritorno”, e proprio per questo chiedono alla dirigenza un intervento deciso e perentorio oltre che immediato. Deve giungere un segnale che serva non solo a tutelare la sicurezza degli studenti e di chi opera all’interno della scuola, ma anche riportare in auge quello che dovrebbe essere l’obiettivo principale di un istituto pubblico: educare prima che insegnare, rispettare prima di imparare.
La lettera dei prof alla dirigente: cosa chiedono concretamente
Il documento firmato dai docenti non è uno sfogo emotivo: è una richiesta formale e precisa. I professori esasperati e stanchi chiedono — e bisogna sottolinearlo — misure concrete, non promesse. Tra le richieste principali:
- Provvedimenti disciplinari immediati per chi ha partecipato alla rissa e per chi ha danneggiato le attrezzature scolastiche.
- Un presidio più efficace degli spazi comuni — corridoi, bagni, aree esterne — dove spesso si concentrano i momenti critici.
- Un canale diretto di comunicazione tra corpo docente e dirigenza, per segnalare situazioni a rischio prima che degenerino.
- Il coinvolgimento delle famiglie, perché la scuola da sola non può fare tutto: occorre una rete educativa che funzioni anche fuori dalle aule.
Il punto è che queste richieste non sono nuove. Vengono avanzate da anni, in molti istituti italiani. La differenza, questa volta, è che i docenti le hanno messe nero su bianco — con nomi, episodi, date — rendendo impossibile ignorarle.
Un problema che riguarda tutta la scuola italiana, non solo Modena
Sarebbe comodo liquidare la vicenda come un caso isolato, un’anomalia locale. Ma non è così. Episodi simili si registrano in tutta Italia: dal Nord al Sud, dalle grandi città ai piccoli centri. I prof esasperati e stanchi di Modena hanno solo avuto il coraggio di alzare la voce — e questo coraggio merita rispetto e attenzione.
Nella speranza che presto qualcosa effettivamente cambi. Non solo nella scuola condizionata recentemente da certi avvenimenti, ma un po’ in tutti gli istituti italiani, sempre più carenti lato sicurezza ed educazione. Perché una scuola che non riesce a garantire un ambiente sereno non fallisce solo i suoi studenti: fallisce l’intera comunità.
FAQ: Prof esasperati, risse e vandalismo a scuola — le domande più frequenti
Cosa possono fare i professori di fronte a episodi di violenza a scuola?
I docenti hanno il diritto — e il dovere — di segnalare formalmente ogni episodio alla dirigenza scolastica, anche attraverso lettere collettive come quella di Modena. In casi gravi, la segnalazione può essere estesa alle autorità competenti.
La dirigente scolastica è obbligata a intervenire dopo una denuncia dei prof?
Sì. Il dirigente scolastico ha la responsabilità della sicurezza all’interno dell’istituto e deve rispondere formalmente alle segnalazioni del corpo docente, adottando i provvedimenti disciplinari previsti dal regolamento scolastico.
Come si può prevenire il vandalismo e le risse nelle scuole?
Non esiste una soluzione unica. Occorre lavorare su più fronti: presidio degli spazi, coinvolgimento attivo delle famiglie, percorsi di educazione civica e gestione delle emozioni, e — quando necessario — supporto psicologico per gli studenti in difficoltà.
Cosa possono fare i genitori se il figlio è vittima di violenza a scuola?
Bisogna segnalare immediatamente l’accaduto alla dirigenza scolastica per iscritto, conservare tutta la documentazione medica e, nei casi più gravi, presentare denuncia alle forze dell’ordine. Il silenzio non protegge: tutela solo chi ha sbagliato.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








