Cioccolato fondente e rischio diabete: cosa dice davvero lo studio americano (e come regolarsi a tavola)
Durante le festività natalizie il cioccolato invade le case: tra torroni, cioccolatini e panettoni farciti, è impossibile evitarlo. Ma non è solo il palato a beneficiarne. Secondo una nuova ricerca americana, il consumo regolare di cioccolato fondente sarebbe collegato a una riduzione del rischio di diabete di tipo 2, grazie ai flavonoidi presenti nel cacao. I dati arrivano da uno studio della Harvard TH Chan School of Public Health, pubblicato sul British Medical Journal, che ha analizzato oltre 192.000 persone in un arco temporale di 25 anni. I risultati suggeriscono che 5 porzioni di cioccolato a settimana riducono del 10% il rischio di diabete, ma con il fondente si arriva al 21%, con un ulteriore calo per ogni porzione in più.
Si tratta di numeri interessanti in un contesto in cui, secondo le stime dell’OMS, entro il 2045 i casi di diabete supereranno i 700 milioni nel mondo. Ma quali sono le quantità giuste, e come distinguere un buon cioccolato fondente da uno comune? A spiegarlo è il Prof. Loreto Nemi, nutrizionista e docente universitario, che chiarisce quali benefici sono reali e quali rischi vanno evitati.
Le proprietà del cioccolato fondente e il ruolo dei flavonoidi
Il primo aspetto da chiarire riguarda la tipologia di cioccolato. Lo studio americano ha evidenziato che solo quello fondente apporta benefici misurabili sulla prevenzione del diabete. Il motivo è semplice: la concentrazione di cacao, e quindi di flavonoidi, è molto più alta rispetto al cioccolato al latte, che contiene più zuccheri e grassi saturi.
Secondo i dati raccolti, ogni porzione in più di cioccolato fondente consumata settimanalmente equivale a una riduzione ulteriore del 3% del rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Il cioccolato al latte, al contrario, non solo non porta benefici, ma può contribuire all’aumento di peso nel lungo termine. Una differenza che, tradotta in cifre, è piuttosto netta: 100 g di cioccolato al latte contengono circa 50 g di zucchero, mentre nella stessa quantità di fondente la quota si dimezza.

Le proprietà del cioccolato fondente e il ruolo dei flavonoidi – lascuolafanotizia.it
Il cioccolato fondente, spiega il Prof. Nemi, è anche ricco di micronutrienti: magnesio, ferro, vitamina A, e flavonoidi come epicatechine e catechine, che hanno effetti antinfiammatori e antiossidanti, capaci di migliorare la salute cardiovascolare, la sensibilità insulinica e perfino l’umore, grazie al triptofano che stimola la produzione di serotonina. Tutto questo lo rende un alimento funzionale, che può entrare a pieno titolo in una dieta sana, ma solo con moderazione.
Quantità giornaliera, qualità e consumo in caso di diabete: cosa raccomandano gli esperti
La parola chiave è moderazione. Il cioccolato fondente è comunque un alimento calorico: anche se fa bene, può contribuire all’aumento di peso se consumato in eccesso. Il Prof. Nemi consiglia non più di 20 grammi al giorno, preferibilmente negli spuntini e non nei pasti principali, per non aumentare troppo il carico glicemico.
Ma non basta limitare la quantità: serve anche scegliere con attenzione il prodotto. Un buon cioccolato fondente, sottolinea il nutrizionista, deve contenere almeno il 70% di cacao, meglio ancora 80-85%, specialmente se si è già affetti da diabete di tipo 2. L’etichetta dev’essere semplice e chiara: niente aromi artificiali, niente oli idrogenati, solo cacao, burro di cacao e zucchero.
Per chi convive già con il diabete, il cioccolato fondente non è vietato, ma va consumato con maggior cautela, monitorando la risposta glicemica individuale. In questo caso, la quantità consigliata resta di 20 g al giorno, e può essere inserita in uno schema alimentare equilibrato, sempre con l’avallo di un medico o nutrizionista.
Oltre al diabete, il cioccolato fondente mostra benefici su altre patologie metaboliche. Può contribuire a ridurre la pressione arteriosa, migliorare il colesterolo HDL e ridurre l’LDL, potenziare la funzione vascolare, ridurre lo stress ossidativo e favorire l’equilibrio ormonale.
In definitiva, se consumato nella giusta forma e quantità, il cioccolato fondente può davvero diventare un alleato della salute, anche in un periodo dell’anno in cui abbondano gli eccessi.








