Accompagnare una classe in viaggio d’istruzione significa rinunciare alle proprie serate, dormire in hotel con decine di adolescenti, gestire emergenze di ogni tipo — e farlo senza ricevere un euro in più in busta paga. È esattamente questa la situazione che il CNDDU (Consiglio Nazionale Dirigenti Scolastici) ha deciso di portare all’attenzione del Ministero dell’Istruzione, avanzando una proposta concreta sull’indennità per i docenti accompagnatori nei viaggi d’istruzione: 100 euro lordi al giorno, più 50 euro per ogni pernottamento.
Cosa chiede il CNDDU al Ministero
La proposta è chiara nei numeri: 100 euro lordi al giorno per ogni docente che accompagna una gita scolastica, con un’integrazione di 50 euro aggiuntivi per ciascun pernottamento fuori casa. Il tutto presentato formalmente al Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il punto è semplice: un insegnante che accompagna una classe in viaggio non smette di lavorare alle 14:00. Segue i ragazzi in ogni momento della giornata, è responsabile della loro sicurezza anche di notte, gestisce imprevisti, litigi, malori, smarrimenti. Tutto questo senza che esista, a livello contrattuale nazionale, una compensazione economica dedicata.
Il CNDDU non si limita a denunciare il problema — lo quantifica e avanza una soluzione strutturata, che distingue tra la giornata di lavoro ordinario fuori sede e il sacrificio aggiuntivo di un pernottamento lontano dalla propria famiglia e dal proprio domicilio.
Perché i docenti accompagnatori non vengono pagati oggi
La questione non è nuova. Da anni i docenti segnalano che partecipare a un viaggio d’istruzione è di fatto volontario ma spesso vissuto come un obbligo implicito — e che questo obbligo non è riconosciuto economicamente. Non esiste una voce contrattuale nazionale che preveda un’indennità specifica per chi accompagna le gite.
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Il risultato pratico è che molti insegnanti rifiutano di partecipare, e le scuole faticano a trovare accompagnatori disponibili. I dirigenti scolastici si trovano così a dover gestire una situazione paradossale: i viaggi d’istruzione sono previsti dalla normativa, sono considerati parte integrante dell’offerta formativa, ma il personale che dovrebbe renderli possibili non ha alcun incentivo economico a farlo.
Alcuni accordi a livello locale hanno cercato di colmare il vuoto. Un esempio concreto: un accordo provinciale del 23 gennaio 2025 ha previsto indennità di 70 euro per i viaggi senza pernottamento e di 100 euro per quelli con pernottamento. Una soluzione parziale, che dimostra come il problema sia reale e sentito — ma che lascia la situazione frammentata tra territorio e territorio, senza una risposta uniforme a livello nazionale.
L’indennità docenti accompagnatori nei viaggi d’istruzione: perché serve una norma nazionale
Il fatto che esistano accordi provinciali con cifre diverse dalla proposta CNDDU racconta molto di questo dibattito: il problema è riconosciuto a tutti i livelli, ma manca ancora una risposta sistematica. Ogni scuola, ogni provincia, ogni contratto integrativo territoriale può decidere in modo diverso — e spesso non decide affatto, lasciando i docenti senza tutele.
Una norma nazionale sull’indennità dei docenti accompagnatori nei viaggi d’istruzione eliminerebbe questa disparità. Un insegnante di Roma e uno di Bolzano avrebbero lo stesso riconoscimento economico per lo stesso tipo di servizio. Sarebbe anche un segnale culturale importante: lo Stato riconosce che accompagnare una gita è lavoro, non volontariato.
La proposta del CNDDU va esattamente in questa direzione. Non si tratta di una richiesta corporativa o di un aumento di stipendio mascherato — è una richiesta di equità: chi lavora fuori orario, fuori sede, fuori casa, deve essere compensato per quello che fa.
I numeri della proposta e cosa significano in concreto
Facciamo un esempio pratico. Un viaggio d’istruzione di tre giorni con due pernottamenti: il docente accompagnatore riceverebbe 300 euro lordi per i tre giorni, più 100 euro lordi per i due pernottamenti — per un totale di 400 euro lordi. Non è una cifra simbolica, ma nemmeno eccessiva se si considera che si tratta di tre giorni in cui l’insegnante è operativo praticamente senza interruzioni.
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Il confronto con l’accordo provinciale del gennaio 2025 mostra come le cifre in campo siano diverse a seconda del livello di contrattazione. Quel protocollo prevedeva 70 euro senza pernottamento e 100 euro con pernottamento — importi sensibilmente inferiori rispetto alla proposta CNDDU. Questo conferma che il dibattito è ancora aperto e che le parti non hanno ancora trovato una convergenza.
Non è noto se il Ministero abbia già risposto alla proposta o se sia ancora in fase di valutazione. Quello che è certo è che il tema è sul tavolo e che il CNDDU lo ha formalizzato con numeri precisi, rendendo più difficile ignorarlo.
Cosa devono aspettarsi i docenti adesso
Per il momento, non esiste ancora una norma nazionale che recepisce questa proposta. I docenti che si trovano ad accompagnare viaggi d’istruzione nell’anno scolastico 2026/27 devono verificare se il proprio contratto integrativo territoriale o d’istituto prevede qualche forma di compensazione, e in caso contrario possono segnalare la situazione alle rappresentanze sindacali o al proprio dirigente scolastico.
Vale la pena consultare anche le circolari del proprio istituto sui criteri di scelta degli accompagnatori e sulle eventuali indennità accessorie previste dal fondo d’istituto. In alcuni casi, le scuole trovano soluzioni interne — ma si tratta sempre di misure parziali e non uniformi.
Per chi vuole seguire l’evoluzione della proposta, il sito di Orizzonte Scuola ha documentato i dettagli della richiesta avanzata dal CNDDU al Ministero.
La proposta del CNDDU apre una discussione che non può essere rimandata ancora a lungo. Finché accompagnare una gita scolastica resterà un atto di buona volontà non retribuito, le scuole continueranno a fare i conti con accompagnatori introvabili e viaggi d’istruzione sempre più difficili da organizzare — con buona pace di un’offerta formativa che dovrebbe invece arricchirsi, non ridursi.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








