Nel calendario scolastico 2026-27 c’è una data che vale la pena segnare subito con un colore diverso: il 1° novembre 2026, festa di Tutti i Santi, cade di domenica. Il che, a prima vista, sembra non cambiare nulla — un giorno festivo che coincide con il giorno di riposo settimanale. Ma il punto è proprio questo: molte Regioni italiane hanno scelto di compensare la festività “persa” sospendendo le lezioni anche il lunedì 2 novembre, trasformando di fatto il fine settimana in un lungo ponte autunnale. Per famiglie e studenti, capire se la propria Regione rientra tra quelle che hanno disposto la sospensione — o se la decisione spetta al singolo istituto — fa tutta la differenza nella pianificazione.
Perché il 2 novembre diventa un giorno “a rischio” chiusura
In Italia, quando una festività nazionale cade di domenica, non esiste un automatismo che sposta il giorno libero al lunedì successivo, come avviene in altri Paesi. Tuttavia, molte Regioni — nell’ambito dell’autonomia che il Ministero dell’Istruzione e del Merito riconosce loro in materia di calendario scolastico — inseriscono il 2 novembre tra i giorni di sospensione didattica proprio per “recuperare” la festività di Ognissanti.
Il risultato è una mappa regionale tutt’altro che uniforme: alcune Regioni lo prevedono come regola, altre lasciano la scelta ai singoli istituti, altre ancora non contemplano nessuna sospensione aggiuntiva. Conoscere la propria situazione in anticipo è essenziale — non solo per organizzare eventuali spostamenti, ma anche per la pianificazione didattica dei docenti e per le famiglie che devono gestire figli a casa in un giorno lavorativo.
Le Regioni che hanno già confermato la sospensione del 2 novembre
Secondo le informazioni disponibili sui calendari regionali per l’anno scolastico 2026/27, le Regioni che hanno inserito il 2 novembre come giorno di sospensione delle lezioni includono: Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Molise, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta. In totale, le fonti parlano di almeno 9 Regioni in cui la chiusura è confermata — il che significa che oltre quelle elencate potrebbero essercene altre con analoga disposizione, la cui comunicazione ufficiale è già inserita nei rispettivi calendari regionali.
Il punto è che queste Regioni hanno deliberato la sospensione in via preventiva, inserendola nel calendario ufficiale pubblicato prima dell’inizio dell’anno scolastico. Non si tratta quindi di una decisione dell’ultimo minuto, ma di una scelta strutturale che genitori e studenti possono conoscere già da settembre.
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Dove invece dipende dalla singola scuola
Nelle Regioni che non hanno previsto la sospensione regionale, la decisione ricade sui singoli istituti scolastici. Ogni scuola, nell’ambito della propria autonomia, può scegliere di aggiungere il 2 novembre alle giornate non scolastiche — ad esempio attingendo ai giorni di flessibilità previsti dal calendario — oppure di tenere le lezioni regolarmente.
Questo significa che, in queste Regioni, due scuole dello stesso comune potrebbero avere decisioni opposte. Bisogna quindi consultare il Piano dell’Offerta Formativa (POF) o il calendario specifico del proprio istituto, disponibile generalmente sul sito della scuola o comunicato alle famiglie tramite registro elettronico. Non è tanto la Regione a fare la differenza, in questi casi, quanto la singola dirigenza scolastica.
Il caso del Veneto e della Provincia Autonoma di Bolzano
Due situazioni meritano un discorso a parte per la loro particolarità. In Veneto, il calendario scolastico 2026-27 prevede che il periodo di pausa per Ognissanti inizi già il 30 ottobre 2026 — un giovedì — creando di fatto una vacanza di diversi giorni attorno alla festività. Si tratta di una scelta che la Regione adotta strutturalmente, indipendente dal giorno della settimana in cui cade il 1° novembre.

Ancora più estesa è la pausa nella Provincia Autonoma di Bolzano, dove le lezioni restano sospese fino all’8 novembre 2026. Una finestra di quasi due settimane che riflette la tradizione locale — e le specificità dell’autonomia provinciale — di legare le vacanze autunnali alla festività di Tutti i Santi in modo molto più ampio rispetto al resto d’Italia.
Questi esempi mostrano quanto sia importante non ragionare per generalizzazioni: il calendario scolastico italiano è uno strumento profondamente differenziato sul territorio.
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Come verificare la situazione della propria Regione
Per non rischiare di fare errori — o di presentarsi a scuola in un giorno di chiusura, o viceversa — occorre seguire un percorso preciso:
- Cercare il calendario ufficiale della propria Regione, pubblicato dall’assessorato all’Istruzione competente. La maggior parte delle Regioni lo pubblica sul sito istituzionale entro l’estate precedente l’anno scolastico.
- Controllare il sito della propria scuola, dove il calendario specifico dell’istituto viene solitamente pubblicato a settembre, con tutte le integrazioni rispetto al calendario regionale.
- Consultare il registro elettronico: molti istituti inseriscono i giorni di sospensione direttamente nell’agenda digitale accessibile da genitori e studenti.
- Chiedere alla segreteria scolastica in caso di dubbi, specialmente se si è in una Regione in cui la decisione spetta al singolo istituto.
Per un riferimento di partenza, il sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito raccoglie i riferimenti normativi e i link agli uffici scolastici regionali, che a loro volta pubblicano i calendari ufficiali.
Cosa cambia per la pianificazione didattica
Per i docenti, la questione non è solo organizzativa in senso stretto. Un giorno in meno di lezione a novembre — in un periodo già denso di verifiche, valutazioni del primo quadrimestre e attività di recupero — richiede un aggiustamento della programmazione. Bisogna verificare se le ore di lezione perse rientrano nel monte ore annuale previsto o se occorre compensare in altri momenti.
Per gli studenti, soprattutto quelli delle classi terminali, un ponte autunnale può essere un’occasione per consolidare lo studio — non una pausa da sprecare. Il periodo tra ottobre e novembre è cruciale per chi si prepara agli esami di fine anno: verifiche, simulazioni e interrogazioni si concentrano spesso in questi mesi.
Per le famiglie con figli più piccoli, invece, il nodo è pratico: un lunedì di chiusura scolastica in un giorno lavorativo richiede organizzazione. Sapere con anticipo se il 2 novembre è giorno di sospensione nella propria Regione — o nella propria scuola — permette di pianificare per tempo, senza trovarsi impreparati la domenica sera.
Il calendario scolastico 2026-27 conferma, ancora una volta, che la scuola italiana non è un sistema monolitico: ogni Regione ha la propria identità, i propri tempi, le proprie tradizioni. Conoscerle — e saperle leggere — è il primo passo per vivere l’anno scolastico senza sorprese.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








