Salute

La pelle può rivelare gravi problemi al fegato: i sintomi cutanei che in molti trascurano

i seganli cutanei di problemi al fegato
i segnali cutanei delle malattie epatiche - lascuolafanotizia.it

Segnali cutanei di malattie epatiche: ecco i sintomi spesso trascurati. Riconoscerli precocemente è fondamentale per diagnosi tempestive.

La salute del fegato può manifestarsi attraverso segnali evidenti sulla pelle, sintomi spesso ignorati ma fondamentali per la diagnosi precoce di gravi patologie epatiche. Secondo il professor Abhinav Sharma, esperto di fisica applicata all’Università di Augsburg con numerose pubblicazioni in ambito biomedico, riconoscere tempestivamente questi segnali cutanei è cruciale per avviare trattamenti efficaci e prevenire complicazioni irreversibili.

I segni cutanei indicativi di disfunzioni epatiche

Il fegato svolge un ruolo centrale nel metabolismo e nell’eliminazione di sostanze tossiche dall’organismo. Quando la sua funzionalità è compromessa, questo si riflette anche sulla pelle. Come spiega il professor Sharma, “la presenza di sostanze che dovrebbero essere eliminate nel sangue può alterare la colorazione cutanea, i vasi sanguigni, le terminazioni nervose e la capacità rigenerativa della pelle”.

Tra i sintomi più evidenti vi è l’ittero, caratterizzato da un ingiallimento della pelle e della sclera degli occhi dovuto all’accumulo di bilirubina. Un altro segnale da non sottovalutare è il prurito persistente, che talvolta peggiora nelle ore notturne e si concentra soprattutto su palmi delle mani e piante dei piedi, sintomo riconosciuto come associato a disfunzioni epatiche.

macchie sulla pelle e problemi al fegato

Le macchie sulla pelle che indicano problemi al fegato – lascuolafanotizia.it

La comparsa di macchie scure su collo, ascelle, inguine o volto può indicare una resistenza all’insulina, spesso correlata a patologie epatiche come la steatosi. Inoltre, episodi ricorrenti di epistassi, ovvero sanguinamenti nasali senza dolore e difficili da fermare, rappresentano un indicatore sottile ma noto di malattie croniche del fegato e squilibri ormonali.

Il professor Sharma sottolinea l’importanza di non ignorare questi segnali cutanei: “La diagnosi precoce, tramite esami ematici e test di funzionalità epatica, consente di intervenire tempestivamente, spesso rallentando o invertendo l’evoluzione della malattia grazie a modifiche dello stile di vita e terapie mirate”.

L’alimentazione mirata a scopo preventivo

Parallelamente, la nutrizionista Ana Luzón, riconosciuta per le sue ricerche nel campo della nutrizione funzionale, raccomanda un’alimentazione mirata a proteggere il fegato e a ridurre l’infiammazione. Tra i cibi consigliati vi sono i vegetali cruciferi come broccoli, cavolfiori e cavoletti di Bruxelles, che favoriscono i processi di disintossicazione, oltre ad aglio e cipolla, che stimolano le enzimi epatiche deputate all’eliminazione delle tossine.

Frutta ricca di vitamina C, come agrumi, e alimenti contenenti omega-3, quali salmone, sardine e frutta secca, sono indicati per contrastare l’accumulo di grasso nel fegato. Anche l’uso di olio extravergine d’oliva e bevande come il tè verde contribuiscono a mantenere il fegato in salute. Infine, non vanno trascurati legumi, curcuma e zenzero, noti per le loro proprietà antinfiammatorie.

Conoscere i segnali del proprio corpo e non sottovalutare sintomi apparentemente innocui è il primo passo per tutelare la propria salute epatica. L’intervento medico tempestivo, unito a uno stile di vita sano e a una dieta equilibrata, rappresenta oggi la strategia più efficace per prevenire malattie gravi e migliorare la qualità della vita.

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