Le architetture rupestri, scavate nella roccia vulcanica, continuano a suscitare fascino e ammirazione in tutto il mondo.
Nel cuore della Cappadocia, regione celebre per i suoi paesaggi lunari e le straordinarie formazioni rocciose, si estende la suggestiva Valle dei Piccioni (Güverçinlik Vadisi), un sito che racchiude una storia millenaria di simbiosi tra uomo e natura. Questa valle, lunga oltre quattro chilometri e scavata nella roccia vulcanica, rappresenta uno dei tesori meno conosciuti ma più autentici della Turchia centrale, capace di riconnettere chiunque la visiti con le radici profonde della terra e delle antiche civiltà.
La Valle dei Piccioni si inserisce in un paesaggio modellato dall’attività dei vulcani anatolici, tra cui il maestoso Erciyes. Le eruzioni hanno depositato strati di ignimbrite e cenere compressa, materiali che il tempo ha trasformato, generando un canyon profondo quasi 100 metri con pareti friabili ma manipolabili. Qui, l’uomo ha saputo adattarsi, scavando nelle pareti numerose nicchie rettangolari destinate a ospitare i piccioni, da cui deriva il nome del luogo.
Queste colombaie rupestri sono una straordinaria testimonianza di un’antica pratica agricola risalente almeno al IX secolo. Le comunità cristiane, rifugiate in questa zona per sfuggire alle persecuzioni, realizzarono centinaia di nicchie per attirare i piccioni. Il guano raccolto veniva utilizzato come fertilizzante naturale, essenziale per trasformare i poveri terreni vulcanici in vigneti produttivi. Inoltre, gli escrementi degli uccelli erano impiegati per mescolare pigmenti e leganti, contribuendo alla vivacità degli affreschi nelle chiese rupestri della regione.
Un’esperienza tra natura, storia e spiritualità
Percorrere il sentiero che collega Uçhisar a Göreme significa immergersi in una dimensione sospesa nel tempo. Il percorso, che richiede circa un’ora a passo lento, si snoda lungo un letto di torrente stagionale costeggiato da orti, vigneti e alberi di fico, offrendo un contrasto vivido tra la roccia secca e la vegetazione spontanea. Lungo il cammino, si incontrano resti di rifugi sotterranei, come il Tığraz Underground Refuge, e ruderi di mulini per il bulgur, testimonianze di una vita rurale che ha resistito alle intemperie della storia.
Uno dei luoghi più iconici della valle è senza dubbio l’Albero del Malocchio, situato nei pressi del belvedere che domina il percorso tra Uçhisar e Göreme. Questo albero è adornato con amuleti blu chiamati nazar, simboli antichi che proteggono dal malocchio. La tradizione, portata dalle comunità greche presenti prima dello scambio di popolazioni del 1924, è stata mantenuta dai nuovi abitanti, conferendo al sito un’aura magica e spirituale. Le perline turchesi risaltano vivacemente contro il beige delle ignimbriti, mentre sullo sfondo si erge il castello di Uçhisar, che offre una vista panoramica impareggiabile su tutte le valli circostanti.

Riscoprire Uçhisar: un borgo scavato nella roccia (www.lascuolafanotizia.it)
Prima o dopo la passeggiata, vale la pena dedicare tempo all’esplorazione di Uçhisar, un villaggio dove le abitazioni tradizionali si fondono con la roccia vulcanica. Le facciate in pietra calcarea e gli interni scavati sono stati restaurati e trasformati in boutique hotel di charme, segno di un turismo che punta a valorizzare e preservare il patrimonio locale. Dal punto più alto del castello di Uçhisar, si può ammirare un panorama che abbraccia le Valli Rosa e Rossa e l’ampio altopiano che circonda Göreme, offrendo una chiave di lettura unica della geografia e della storia della regione.
Quando visitare la Valle dei Piccioni e consigli pratici
Raggiungere la Valle dei Piccioni richiede un volo verso gli aeroporti di Kayseri o Nevşehir, seguiti da un breve trasferimento su strada. I due ingressi principali si trovano ai piedi del castello di Uçhisar e vicino al centro di Göreme, con il sentiero in discesa da Uçhisar che permette una camminata più agevole e panoramica.
Il periodo migliore per visitare la valle è compreso tra maggio e settembre. In primavera la vegetazione si colora di un verde intenso che contrasta magnificamente con le rocce gialle, mentre in autunno le temperature miti e i cieli tersi esaltano ogni dettaglio del paesaggio. L’inverno trasforma la valle in un quadro innevato e silenzioso, ma i sentieri diventano insidiosi. L’estate, invece, richiede di iniziare le escursioni all’alba, quando le temperature sono più fresche e i turisti ancora dormono.








