Salute

Fegato, i segnali da non ignorare: quando indicano un rischio serio

I segnali che indicano un suo malfunzionamento spesso emergono solo in fasi avanzate, rendendo cruciale la conoscenza dei sintomi
I segnali da non ignorare per la salute del fegato(www.lascuolafanotizia.it)

L’importanza del fegato per la salute dell’organismo non può essere sottovalutata: questo organo svolge oltre 500 funzioni fondamentali.

I segnali che indicano un suo malfunzionamento spesso emergono solo in fasi avanzate, rendendo cruciale la conoscenza dei sintomi e dei fattori di rischio legati alle patologie epatiche, in particolare alla steatosi epatica non alcolica o “fegato grasso”.

Secondo la hepatologa Liz Marjorie, il corpo invia segnali importanti quando il fegato è compromesso, ma questi tendono a manifestarsi soprattutto in fasi avanzate della malattia. I sintomi più comuni includono gonfiore alle gambe e all’addome e una stanchezza persistente che non migliora con il riposo. Nei casi più gravi può presentarsi anche confusione mentale, nota come encefalopatia epatica, che indica un grave deficit nella capacità del fegato di disintossicare l’organismo.

La diagnosi precoce è fondamentale: molte malattie epatiche sono “silenziose” nelle fasi iniziali e si manifestano solo con alterazioni negli esami del sangue, come l’aumento delle transaminasi ALT e AST, enzimi epatici che segnalano danni alle cellule del fegato. Un monitoraggio regolare dei parametri epatici e renali, come creatinina, bilirubina, fosfatasi alcalina, azotemia e albumina, aiuta a identificare tempestivamente eventuali disfunzioni.

Fegato grasso: cause, sintomi e prevenzione

In Italia e in molti Paesi occidentali, la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) colpisce una parte significativa della popolazione adulta, con una prevalenza stimata intorno al 15%. Questa condizione si caratterizza per l’accumulo eccessivo di grasso nelle cellule del fegato, che può evolvere in steatoepatite non alcolica (NASH), una forma infiammatoria più aggressiva capace di causare fibrosi, cirrosi e insufficienza epatica.

I sintomi iniziali sono spesso assenti o vaghi, ma con il progredire della malattia possono comparire affaticamento inspiegabile, dolore o senso di peso nella parte superiore destra dell’addome, ascite (accumulo di liquido nell’addome), aumento della milza e ittero (ingiallimento di pelle e occhi).

Le cause esatte della steatosi epatica rimangono in parte sconosciute, ma si riconoscono diversi fattori di rischio: obesità, sindrome metabolica, diabete di tipo 2, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, dieta ricca di zuccheri come la fruttosio, età avanzata e predisposizione genetica. Anche patologie come la sindrome dell’ovaio policistico e l’ipotiroidismo possono contribuire allo sviluppo della malattia.

La prevenzione e il trattamento si basano principalmente su uno stile di vita sano: una dieta equilibrata ricca di frutta, verdura e cereali integrali, riduzione dei grassi saturi e dello zucchero, attività fisica regolare e controllo ponderale. L’assunzione di integratori come vitamine E e C, selenio, omega-3 e ginseng può supportare la funzionalità epatica, ma sempre sotto controllo medico.

Nei casi più avanzati, qualora si sviluppi cirrosi epatica o insufficienza epatica, può rendersi necessario il trapianto di fegato, una procedura complessa che richiede un’attenta gestione post-operatoria per prevenire il rigetto e garantire la qualità della vita.

Un fenomeno spesso trascurato, ma che può indicare problemi epatici, è l’ingiallimento della pelle, incluso quello localizzato sui piedi.

Il significato dei piedi gialli: un possibile campanello d’allarme (www.lascuolafanotizia.it)

Un fenomeno spesso trascurato, ma che può indicare problemi epatici, è l’ingiallimento della pelle, incluso quello localizzato sui piedi. Le cause di piedi gialli possono essere molteplici e variare da condizioni innocue a patologie più serie.

Tra le cause meno preoccupanti ci sono calli e duroni, che conferiscono alla pelle un aspetto giallastro e ceroso, spesso dovuto a pressioni e sfregamenti prolungati. Una dieta molto ricca di carotenoidi, come carote e zucca, può provocare una carotenemia, un ingiallimento benigno e reversibile della pelle che non coinvolge la sclera degli occhi.

Tuttavia, l’ittero, dovuto all’accumulo di bilirubina nel sangue per disfunzioni epatiche o delle vie biliari, rappresenta una causa più seria di ingiallimento cutaneo, che si accompagna a urine scure, feci chiare e prurito diffuso. In questi casi è indispensabile una valutazione medica approfondita.

Altre condizioni che possono alterare il colore dei piedi includono l’anemia, il diabete e infezioni micotiche, come il piede d’atleta o onicomicosi, che interessano principalmente la pelle e le unghie. Il fenomeno di Raynaud, caratterizzato da alterazioni di colore in risposta a freddo o stress, può causare anche un aspetto giallastro temporaneo.

Un’accurata igiene dei piedi, l’uso di calzature adeguate e l’idratazione della pelle sono fondamentali per prevenire molte di queste problematiche. È necessario rivolgersi al medico se l’ingiallimento persiste, peggiora o si associa a sintomi come dolore, formicolio, lesioni che guariscono lentamente o segni di infezione.

La conoscenza approfondita di questi segnali e la tempestività nella diagnosi rappresentano un passo cruciale nella tutela della salute epatica e generale, con un impatto diretto sulla qualità della vita dei pazienti.

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