Lavoro

Docenti, non lasciatevi sfuggire questo aggiornamento: 12 punti e risarcimento in arrivo

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Cosa succede ai docenti - lascuolafanotizia.it

C’è stato un nuovo aggiornamento per il personale docenti, che prevede 12 punti in più e un risarcimento. Ecco quel che si sa. 

Il Tribunale ordinario di Palmi – Sezione Lavoro ha infatti accolto il ricorso di una docente, a cui era stato revocato l’incarico di supplenza dopo poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico. La docente aveva infatti sottoscritto un contratto a tempo determinato dal 9 settembre 2024 al 30 giugno 2025 presso un istituto tecnico di Polistena. A metà ottobre le era stato impedito l’accesso alla classe, senza una comunicazione formale scritta e senza una motivazione adeguata, in violazione del CCNL di comparto. Alla base della revoca, c’era stato un mancato riconoscimento della riserva per il servizio civile attribuita in precedenza.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale ha quindi ritenuta illegittima la decisione dell’Amministrazione e ha disposto:
  • il riconoscimento del diritto alla riserva del 15% dei posti, ai sensi dell’art. 18, comma 4, D.Lgs. 40/2017;
  • l’attribuzione di 12 punti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) della provincia di Reggio Calabria per il biennio 2024/2026;
  • la rettifica della posizione in graduatoria;
  • il risarcimento del danno, pari alle retribuzioni che la docente avrebbe percepito dal 09.09.2024 al 30.06.2025, oltre accessori di legge.

Al centro della controversia c’era l’interpretazione dell’art. 18, comma 4, del D.Lgs 40/2017, istitutivo del servizio civile universale, che prevede una riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici per chi abbia completato questo servizio.

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La docente aveva svolto il servizio civile nazionale tra il 17 marzo 2017 e il 12 marzo 2018, prima che fosse reso operativo il nuovo sistema universale. L’Amministrazione aveva ritenuto che la riserva fosse limitata solo a chi avesse svolto il servizio civile “universale”, andando quindi ad escludere il servizio civile nazionale.

Due servizi con le stesse finalità e la stessa natura volontaria non possono quindi essere trattati in modo diverso e la riserva del 15% spetta a entrambi. Il Tribunale ha quindi dichiarato l’insussistenza della causa di recesso dal contratto di supplenza. Come conseguenza diretta, il Ministero è stato condannato al risarcimento del danno, quantificato nelle retribuzioni che la docente avrebbe percepito dalla stipula del contratto fino alla naturale scadenza del 30 giugno 2025. Non si tratta quindi solo di una questione di punteggio ma di una decisione che afferma un principio forte: quando la riserva spetta, non può essere negata con interpretazioni restrittive. E, se da quella negazione deriva la perdita del lavoro, l’Amministrazione deve rispondere economicamente. La decisione del Tribunale di Palmi rappresenta, oggi, un precedente importante per tutti i docenti inseriti nelle GPS che abbiano svolto il servizio civile nazionale e si siano visti negare la riserva o il relativo punteggio.

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