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Le isole che non trovi sulle guide: due frammenti di terra dove il tempo si è fermato tra acque cristalline

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Due isole minuscole nei Caraibi che hanno scelto di non diventare come le altre - www.lascuolafanotizia.it

Scopri due isole nascoste che raramente compaiono sulle guide turistiche: piccoli paradisi tra mare trasparente, natura selvaggia e ritmi lenti dove il tempo sembra essersi fermato.

Basseterre, 16 febbraio 2026. Nel cuore delle Piccole Antille, separate dal sottile braccio di mare chiamato The Narrows, Saint Kitts e Nevis occupano appena 261 chilometri quadrati. Si parla inglese, si paga in dollari dei Caraibi orientali, si guida a sinistra. La popolazione è paragonabile a quella di una cittadina italiana di provincia. Eppure, tra Seicento e Settecento, qui si consumò una delle partite coloniali più aspre tra Francia e Gran Bretagna.

Saint Kitts fu battezzata da Cristoforo Colombo nel 1493 come San Cristóbal. Nel XVII secolo divenne la prima colonia inglese stabile nei Caraibi, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Mother Colony of the West Indies”. Nevis, con il suo profilo conico, deve il nome a Nuestra Señora de las Nieves: la vetta vulcanica appariva spesso coperta da nubi bianche, come neve.

Oggi il ritmo è lento. Le costruzioni restano basse per legge, il verde ha riconquistato molte piantagioni di canna da zucchero. Le scimmie verdi, introdotte dai coloni francesi, si muovono tra alberi di mango e palme. Resort internazionali convivono con ex zuccherifici trasformati in locande. Non è una destinazione per grandi navi da crociera permanenti o skyline verticali. È un micro-cosmo che ha scelto di non uniformarsi.

Fortezze, vulcani e memoria coloniale tra Basseterre e Charlestown

Il viaggio inizia da Basseterre, capitale di Saint Kitts, affacciata su una baia ampia e protetta. Il centro ruota attorno a Independence Square, oggi giardino pubblico, nel Settecento luogo di aste di schiavi. Una stratificazione storica che resta visibile, anche se discreta.

A pochi passi si trova il Berkeley Memorial Clock, torre in ghisa realizzata a Glasgow e dedicata a Thomas Berkeley Hardtman. La piazza detta The Circus richiama il modello londinese di Piccadilly Circus, adattato in scala tropicale. Le case “skirt and blouse” mostrano un piano inferiore in pietra e uno superiore in legno dipinto, soluzione antisismica e contro l’umidità.

A ovest dell’isola si erge il Brimstone Hill Fortress National Park, fortificazione del XVIII secolo costruita in blocchi di basalto nero. Soprannominata la “Gibilterra delle Indie Occidentali”, domina le rotte tra le isole di Sint Eustatius e Saba. La posizione elevata chiarisce perché fosse considerata strategica per il controllo commerciale britannico.

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Fortezze, vulcani e memoria coloniale tra Basseterre e Charlestown – www.lascuolafanotizia.it

Il punto più alto dell’isola è il Mount Liamuiga, 1.156 metri. Un sentiero attraversa villaggi agricoli e foresta pluviale fino alla fascia di cloud forest. Il cratere, ampio e ricoperto di vegetazione, è noto come “insalatiera del gigante”. La salita richiede diverse ore ma offre una visione completa dell’isola, già, e delle sue coste doppie.

Un capitolo a parte merita la St. Kitts Scenic Railway, nata per trasportare la canna da zucchero verso Basseterre. Oggi è l’unica ferrovia turistica attiva nei Caraibi orientali. I vagoni a due piani attraversano ponti sopra i ghauts, burroni naturali profondi, offrendo un punto di vista insolito sulla costa.

A Nevis, l’atmosfera cambia. Charlestown, affacciata su Gallows Bay, conserva edifici in legno del XVIII e XIX secolo sopravvissuti a terremoti e incendi. L’isola è percorsa da un’unica strada ad anello, il Nevis Heritage Trail, lungo cui si incontrano fortini costieri come Fort Charles, chiese anglicane in rovina e piantagioni riconvertite.

Nei Nevis Botanical Gardens, inaugurati nel 1998 sull’antica Montpelier Sugar Plantation, una serra bianca richiama la Palm House dei Kew Gardens di Londra. Orchidee rare, palme tropicali, colibrì e farfalle raccontano la fertilità del suolo vulcanico.

Spiagge tra due mari, collegamenti e stagione ideale

Le coste riflettono l’origine geologica mista delle isole. A Frigate Bay, lingua di terra tra Atlantico e Mar dei Caraibi, il lato caraibico offre acque più calme, quello atlantico onde più energiche. South Friars Bay è raccolta, adatta allo snorkeling. Cockleshell Beach guarda verso il profilo conico di Nevis. Pinney’s Beach, vicino a Charlestown, si estende per chilometri con sabbia dorata e fondali dolci.

Il collegamento tra le due isole avviene tramite water taxi: il tragitto può durare 45 minuti o appena 10, a seconda del punto di partenza. Durante la traversata si osservano spesso pesci volanti che emergono tra le onde.

L’aeroporto internazionale Robert L. Bradshaw riceve voli diretti principalmente da Miami, Charlotte, New York e Londra. Molti viaggiatori scelgono collegamenti via Sint Maarten con successivo traghetto veloce.

Il periodo più stabile coincide con l’inverno boreale, tra dicembre e aprile, quando le temperature si mantengono intorno ai 27 gradi e le precipitazioni sono limitate.

Saint Kitts e Nevis restano un arcipelago in miniatura che ha scelto una crescita controllata. Poche torri, nessuna urbanizzazione aggressiva, un equilibrio fragile tra memoria coloniale e turismo contemporaneo. Qui il paesaggio non è sfondo, ma protagonista. E lo resta.

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