Imposta sostitutiva, è il nuovo meccanismo introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 che migliorerà le condizioni salariali dei contribuenti.
La Legge di Bilancio 2026 introduce una novità fiscale che potrebbe aumentare in modo significativo il netto in busta paga di molti dipendenti pubblici. L’intervento, previsto dal comma 237, mira a ridurre il carico fiscale sulle componenti accessorie della retribuzione, offrendo un beneficio immediato e automatico.
L’obiettivo dichiarato è sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori con redditi non elevati, in un contesto segnato dall’aumento dei prezzi e dall’erosione salariale. La misura si presenta come una leva mirata, pensata per valorizzare la produttività senza modificare l’impianto generale dell’IRPEF.
Imposta sostitutiva, nuovi limiti di applicazione
Il nuovo regime fiscale prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva sulle somme accessorie percepite dai dipendenti pubblici non dirigenti con reddito annuo fino a 50.000 euro. La norma, in vigore dal 1° gennaio 2026, non interviene sulle aliquote ordinarie, ma introduce una tassazione agevolata su una parte specifica della retribuzione.

Il nuovo sistema sarà completamente automatico – lascuolafanotizia.it
L’imposta sostitutiva è fissata al 15%, aliquota inferiore rispetto alla tassazione IRPEF ordinaria applicata alle stesse voci retributive. Il beneficio si applica fino a un massimo di 800 euro annui, mentre l’eventuale eccedenza continua a essere tassata secondo le regole tradizionali.
Questa scelta consente di incrementare il netto percepito senza alterare la struttura complessiva del sistema fiscale. Le somme agevolate comprendono non solo premi occasionali, ma anche indennità fisse e continuative che fanno parte del trattamento accessorio.
Il meccanismo opera in modo completamente automatico, il datore di lavoro applica la tassazione ridotta senza necessità di una richiesta formale. Il lavoratore può comunque rinunciare al beneficio tramite comunicazione scritta, qualora preferisse mantenere la tassazione ordinaria. La misura è pensata per essere semplice, immediata e facilmente applicabile, riducendo al minimo gli adempimenti amministrativi.
Non tutti i dipendenti pubblici possono accedere alla nuova agevolazione, poiché alcune categorie sono già coperte da regimi fiscali specifici. Il personale delle forze armate e delle forze di polizia resta escluso, in quanto beneficia già delle disposizioni previste dal decreto legislativo 95/2017.
Diversa è la situazione del personale del Servizio sanitario nazionale, che può cumulare la nuova imposta sostitutiva con le detassazioni già esistenti. Questo cumulo permette a medici, infermieri e operatori sanitari di ottenere un incremento più consistente del reddito netto annuale.
La norma si inserisce quindi in un quadro articolato, che differenzia i benefici in base al settore e alle agevolazioni già riconosciute. L’imposta sostitutiva rappresenta una leva utile per sostenere salari e produttività, offrendo un vantaggio immediato in un periodo di forte inflazione.








