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Asciugatrice, se butti via la lanugine raccolta a fine ciclo sbagli di grosso: ti farà risparmiare un sacco di soldi

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Asciugatrice, se butti via la lanugine raccolta a fine ciclo sbagli di grosso: ti farà risparmiare un sacco di soldi - lascuolafanotizia.it

Quel soffice residuo che si accumula nel filtro può aiutarti a risparmiare soldi, accendere il fuoco e nutrire il compost.

È uno di quei gesti automatici che facciamo senza pensarci: aprire lo sportello, staccare quel morbido strato grigio dal filtro dell’asciugatrice e buttarlo nel cestino. Eppure, quel materiale che chiamiamo lanugine ha molte più potenzialità di quante immaginiamo. Soffice, leggero, apparentemente inutile, è in realtà una risorsa nascosta che può diventare un piccolo alleato in casa, soprattutto nei mesi più freddi. Se proviene da tessuti naturali, la lanugine può essere riutilizzata, risparmiando soldi ed evitando sprechi. Ma bisogna fare attenzione a cosa contiene. E a come impiegarla.

Cos’è davvero la lanugine e perché può servire

La lanugine è composta principalmente da fibre microscopiche che si staccano dai tessuti durante l’asciugatura. Si forma nel filtro dell’asciugatrice, ma anche su indumenti e coperte dopo un uso prolungato. Se il materiale originale è naturale—come cotone, lino o lana—la lanugine può essere considerata un sottoprodotto prezioso. Al contrario, se contiene fibre sintetiche, bisogna maneggiarla con maggiore cautela.

Negli ultimi anni, molti esperti del fai-da-te e della sostenibilità domestica hanno riscoperto l’utilità di questa polvere soffice. Non solo per accendere il fuoco in modo naturale, ma anche per compostare, isolare o lubrificare meccanismi in modo rudimentale. La sua struttura, leggera ma compatta, la rende facile da modellare, conservare e combinare con altri materiali naturali.

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Cos’è davvero la lanugine e perché può servire – lascuolafanotizia.it

Un esempio pratico? Basta inserire la lanugine in un rotolo di carta igienica vuoto e aggiungere una goccia di olio di girasole per ottenere un accendifuoco efficace. O mescolarla con cera d’api per un’alternativa ai cubetti chimici. In alcune famiglie, si conserva in barattoli di vetro, pronta all’uso per accendere camini, stufe o barbecue.

Va però fatta una distinzione importante: la lanugine di origine sintetica, spesso derivata da capi in poliestere o nylon, può rilasciare microplastiche o sostanze tossiche durante la combustione. In questi casi, meglio non riutilizzarla, né come accendifuoco né come compost.

Dalla stufa al compost: come trasformarla in risorsa

La funzione più sorprendente della lanugine è forse nel compostaggio. Se proveniente solo da fibre naturali, può essere inserita nella compostiera come materiale “marrone”, cioè ricco di carbonio. Questo tipo di materiale bilancia gli scarti organici più umidi (i cosiddetti “verdi”) e favorisce un processo di decomposizione più equilibrato. È importante, però, non esagerare con le quantità, perché essendo molto secca potrebbe rallentare la fermentazione se non ben distribuita.

Un altro uso utile riguarda la coibentazione fai-da-te. Alcune persone la usano per riempire piccoli spazi in garage o soffitte, sfruttando la sua capacità di trattenere l’aria. Non sostituirà certo un isolamento professionale, ma può aiutare in zone dove serve solo un piccolo rinforzo.

C’è chi la utilizza anche per lavoretti creativi. In combinazione con colla vinilica, può diventare parte di composizioni artistiche o decorazioni natalizie. Altri, più pratici, la infilano nelle scatole delle scarpe per assorbire umidità, o nelle ciotole del gatto per tenere caldo il fondo nei mesi invernali.

La chiave è riconoscere la sua origine: se è vegetale, è una risorsa; se è plastica, diventa rifiuto speciale. Questo vale non solo per la sostenibilità, ma anche per la salute. Bruciare lanugine sintetica può sprigionare composti volatili dannosi, mentre quella naturale si comporta come carta e legno: brucia in modo pulito.

Molti non ci pensano, ma ogni ciclo di asciugatura produce decine di grammi di lanugine. Su scala annuale, una famiglia media potrebbe produrne anche un chilo. Non è poco, se pensiamo che quella quantità può sostituire decine di accendifuoco industriali, o migliorare il compost domestico per mesi. E non è tutto: in un’epoca in cui ogni spreco pesa sul portafoglio e sull’ambiente, anche il più piccolo recupero fa la differenza.

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