Mobilità docenti 2026/27: tutto quello che devi sapere su punteggi, preferenze ed esuberi
Se sei un docente di ruolo e stai cercando di capire come orientarti dopo la pubblicazione degli esiti della mobilità docenti 2026/27, sei nel posto giusto. Il processo è complesso, i documenti ufficiali sono spesso tecnici e difficili da decifrare, e le domande che circolano tra i corridoi delle scuole sono sempre le stesse: come si calcola il punteggio per le utilizzazioni? Quando si compilano le preferenze su Istanze on Line? E soprattutto, dove si trovano le classi di concorso in esubero? In questo articolo proviamo a fare chiarezza, punto per punto, partendo dai dati ufficiali disponibili e dal quadro normativo del CCNI 2025/26-2027/28.
Cos’è la mobilità docenti e perché è così importante
La mobilità del personale docente è il meccanismo amministrativo attraverso cui gli insegnanti di ruolo possono cambiare sede, comune, distretto o provincia di titolarità. Non è una semplice richiesta di trasferimento: è un processo regolato da contratti nazionali, tabelle di punteggio e vincoli di permanenza che determinano — spesso in modo sorprendente — chi si sposta e chi resta fermo.
Il punto è che non basta voler andare altrove: occorre avere i punteggi giusti, rispettare i vincoli triennali e conoscere le regole aggiornate del contratto in vigore. Per l’anno scolastico 2026/27, il riferimento normativo è il CCNI sulla mobilità 2025/26-2027/28, che ha introdotto alcune modifiche significative rispetto al passato — modifiche che, se non si conoscono, possono portare a errori nella compilazione della domanda o a aspettative disattese.
Gli esiti della mobilità per il 2026/27 sono stati pubblicati tra maggio e luglio 2026, con aggiornamenti progressivi almeno fino al 2 luglio 2026. A seguito di questi risultati, gli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali (USP/USR) hanno avviato la pubblicazione delle classi di concorso in esubero nelle rispettive province — un passaggio fondamentale per capire dove si aprono spazi per le immissioni in ruolo e dove invece la situazione è già satura.
Le novità del CCNI 2025/26-2027/28 che non puoi ignorare
Bisogna ricordare che il contratto collettivo nazionale integrativo sulla mobilità non è immutabile: cambia di triennio in triennio e può modificare in modo sostanziale le deroghe al vincolo di permanenza triennale. Ecco le due novità più rilevanti introdotte dal CCNI attualmente in vigore.
Addio alla deroga per i genitori over 65
In passato, un docente poteva richiedere una deroga al vincolo triennale di permanenza nella sede per ricongiungersi con un genitore di età superiore ai 65 anni. Questa possibilità è stata eliminata dal CCNI 2025/26-2027/28. Se contavi su questa deroga per avvicinarti ai tuoi familiari, occorre fare attenzione: non è più praticabile. Bisogna valutare altri percorsi, come le utilizzazioni o le assegnazioni provvisorie, che seguono logiche e tempistiche diverse.
La deroga per i figli si abbassa da 16 a 14 anni
Un’altra modifica importante riguarda i figli: la deroga al vincolo triennale legata alla presenza di figli a carico è stata ridotta. Prima era applicabile fino ai 16 anni del figlio; ora il limite scende a 14 anni. Anche in questo caso, chi aveva programmato la propria mobilità contando sulla vecchia soglia deve rivedere i calcoli. Il consiglio principale è sempre lo stesso: leggi il testo del contratto aggiornato prima di compilare qualsiasi domanda.
Come si calcola il punteggio per le utilizzazioni
Le utilizzazioni sono un istituto distinto dalla mobilità ordinaria: permettono a un docente di prestare servizio temporaneamente in una sede diversa da quella di titolarità, senza perdere il proprio posto. Il punteggio per accedere alle utilizzazioni si costruisce su più componenti.
Anzianità di servizio: il peso degli anni
La componente più chiara e verificabile è l’anzianità di servizio: secondo quanto previsto dal CCNI, per ogni anno di servizio prestato nel ruolo di appartenenza vengono attribuiti 6 punti. Questo significa che un docente con dieci anni di ruolo accumula 60 punti da questa voce soltanto — un vantaggio significativo rispetto a chi è entrato in ruolo di recente.
Non è tanto l’anzianità in assoluto a fare la differenza, quanto la combinazione tra anzianità e le altre voci del punteggio. Un docente con molti anni di servizio ma nessuna esigenza familiare documentata potrebbe trovarsi in posizione simile a chi ha meno anni ma una situazione familiare complessa ben attestata.
Esigenze familiari e titoli aggiuntivi
Oltre all’anzianità, il punteggio complessivo per le utilizzazioni tiene conto di:

- Esigenze familiari: situazioni come la presenza di un coniuge o convivente con sede di lavoro in un’altra provincia, figli con disabilità, o altri elementi documentabili che giustificano la richiesta di avvicinamento.
- Titoli di studio e professionali: abilitazioni aggiuntive, titoli accademici, specializzazioni riconosciute che possono incrementare il punteggio complessivo.
- Continuità didattica e precedenze: in alcuni casi, specifiche precedenze normative possono incidere sull’ordine di graduatoria.
Nella pratica, il metodo più efficace per non commettere errori è costruire una tabella personale con tutte le voci di punteggio, documentare ogni voce con i certificati necessari e confrontarsi con le circolari dell’USR di riferimento. Un errore frequente è sottovalutare l’importanza della documentazione: un punteggio non supportato da documenti validi non viene riconosciuto.
Le 150 preferenze su Istanze on Line: come orientarsi
Uno degli aspetti più pratici — e più temuti — della procedura di mobilità e utilizzazione è la compilazione delle preferenze sul portale Istanze on Line del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il sistema permette di inserire fino a 150 preferenze, ordinate per priorità: scuole, comuni, distretti o province, a seconda del tipo di mobilità richiesta.
Il punto è che 150 opzioni sembrano tante, ma occorre usarle in modo strategico. Ecco come affrontare la compilazione:
- Prima di tutto, identifica le province o i comuni in cui realisticamente potresti essere assegnato in base al tuo punteggio. Guardare i dati storici degli anni precedenti può aiutare a calibrare le aspettative.
- A questo punto, inserisci le preferenze dalla più specifica alla più generica: prima le singole scuole desiderate, poi i comuni, poi le province. Questo ordine garantisce che il sistema rispetti le tue priorità reali.
- Non lasciare preferenze vuote se puoi evitarlo: ogni slot non compilato è un’opportunità persa in caso di scorrimento della graduatoria.
- Verifica le scadenze con l’USR della tua regione: le finestre temporali per la compilazione delle preferenze variano e vengono comunicate attraverso circolari ufficiali.
Per accedere al portale e consultare le guide operative aggiornate, fai riferimento direttamente al sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Classi di concorso in esubero dopo la mobilità 2026/27: dove guardare
Dopo la conclusione della mobilità ordinaria, ogni Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale pubblica l’elenco delle classi di concorso in esubero nella propria provincia. Si tratta delle classi per cui il numero di docenti titolari supera il fabbisogno effettivo delle scuole: una situazione che incide direttamente sulle possibilità di immissione in ruolo in quella provincia e in quella disciplina.
A titolo di esempio concreto: l’Ufficio Scolastico Territoriale di Massa-Carrara (Toscana) ha pubblicato i propri dati sugli esuberi provinciali il 4 giugno 2026. Altre regioni hanno seguito con aggiornamenti progressivi nelle settimane successive. Per sapere quali classi di concorso sono in esubero nella tua provincia, il metodo più diretto è:
- Consultare il sito dell’USR della tua regione nella sezione dedicata alla mobilità 2026/27.
- Verificare gli aggiornamenti su portali specializzati come Orizzonte Scuola, che segue in tempo reale la pubblicazione degli esuberi provincia per provincia.
- Contattare direttamente lo sportello sindacale di riferimento per avere un quadro aggiornato della situazione locale.
Bisogna ricordare che la presenza di esuberi in una classe di concorso non significa automaticamente che non ci saranno immissioni in ruolo: dipende dal numero di posti disponibili, dai pensionamenti e dalle scelte del Ministero in fase di pianificazione organica. Tuttavia, conoscere la situazione degli esuberi è fondamentale per valutare le proprie strategie di mobilità futura.
Gli errori più comuni da evitare
Nella pratica, chi si avvicina per la prima volta al processo di mobilità tende a commettere alcuni errori ricorrenti. Eccoli, con il relativo correttivo:
- Errore 1 – Basarsi su regole del triennio precedente: le norme cambiano. Leggi sempre il CCNI in vigore, non affidarti al passaparola.
- Errore 2 – Sottovalutare i vincoli di permanenza: il vincolo triennale è reale e le deroghe si sono ridotte. Calcola con precisione quando sei libero di muoverti.
- Errore 3 – Compilare le preferenze senza strategia: inserire 150 preferenze a caso non serve. Occorre un ordine logico e coerente con il proprio punteggio.
- Errore 4 – Non documentare le esigenze familiari: ogni punto del punteggio deve essere attestato. Un documento mancante può costare posizioni preziose in graduatoria.
- Errore 5 – Ignorare gli esuberi provinciali: sapere dove ci sono eccedenze di organico ti permette di evitare province dove le possibilità di assegnazione sono minime.
Conclusione: metodo e informazione sono le tue risorse più preziose
La mobilità docenti 2026/27 è un processo articolato, ma non è indecifrabile. Il punto è affrontarlo con metodo: conoscere le regole aggiornate del CCNI, calcolare con precisione il proprio punteggio, documentare tutto, compilare le preferenze in modo strategico e monitorare costantemente la pubblicazione degli esuberi provinciali. Non è tanto la complessità del sistema a mettere in difficoltà i docenti, quanto la mancanza di informazioni chiare e aggiornate. Usa le fonti ufficiali, confrontati con il sindacato e non aspettare l’ultimo momento per raccogliere i documenti necessari: ogni anno le scadenze arrivano prima di quanto si pensi, e farsi trovare pronti fa tutta la differenza.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








