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L’isola della longevità dove vivi 10 anni in più: il paradiso segreto del Mediterraneo che allunga la vita

Ikaria
L’isola della longevità dove vivi 10 anni in più: il paradiso segreto del Mediterraneo che allunga la vita - lascuolafanotizia.it

L’isola della longevità una comunità di circa 10.000 abitanti registra tassi record di ultranovantenni: alimentazione, movimento e legami sociali sotto osservazione scientifica.

Si parla spesso di longevità come se fosse un mistero genetico o un privilegio raro. Eppure esistono territori in cui superare i 90 anni in buona salute non rappresenta un evento eccezionale. Uno di questi è Ikaria, isola greca dell’Egeo centro-orientale, situata tra Mykonos e Samos, inserita tra le aree con la più alta concentrazione di ultranovantenni. Qui vivono poco più di 10.000 abitanti, molti dei quali raggiungono età avanzate mantenendo autonomia fisica, lucidità mentale e una vita sociale attiva.

Il fenomeno è oggetto di studio da oltre vent’anni. Le ricerche demografiche e sanitarie indicano una bassa incidenza di malattie cardiovascolari, un numero contenuto di tumori rispetto alla media occidentale e percentuali sorprendentemente ridotte di demenza. Non si tratta di suggestioni folkloristiche, ma di dati statistici comparativi che hanno attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale.

Le blue zone e i numeri sulla popolazione di Ikaria

Il termine “blue zone” è stato introdotto dal giornalista americano Dan Buettner per identificare alcune aree del pianeta con un’alta concentrazione di centenari. Oltre a Ikaria, fanno parte di questa classificazione Okinawa in Giappone, Loma Linda in California e l’Ogliastra in Sardegna.

Nel caso di Ikaria, le analisi demografiche mostrano una percentuale significativa di persone che superano i 90 anni e un numero rilevante di centenari in rapporto alla popolazione totale. Le ricerche condotte negli ultimi anni evidenziano livelli più bassi di patologie cardiache, una minore diffusione di disturbi metabolici e una ridotta incidenza di malattie neurodegenerative.

Ikaria

Le blue zone e i numeri sulla popolazione di Ikaria – lascuolafanotizia.it

Gli studiosi hanno osservato diversi elementi ricorrenti. Il primo riguarda la gestione del tempo. A Ikaria la vita quotidiana non è scandita da agende rigide o appuntamenti serrati. Il ritmo è lento ma costante. Questa modalità riduce l’esposizione a stress cronico, riconosciuto come fattore di rischio per numerose patologie.

Un secondo elemento centrale è la coesione sociale. Nei villaggi dell’isola le relazioni sono strette e continue. Le persone partecipano a feste locali, celebrazioni religiose e incontri collettivi. La rete comunitaria agisce come fattore protettivo contro isolamento e depressione, condizioni che in molte ricerche risultano associate a un aumento del rischio cardiovascolare.

Il terzo aspetto riguarda il movimento quotidiano. L’isola è prevalentemente montuosa. Camminare in salita per raggiungere un negozio o visitare un parente è parte della routine. Si tratta di attività fisica a bassa intensità ma costante, distribuita durante la giornata. Gli studi indicano che questo tipo di movimento continuo contribuisce al mantenimento della salute metabolica, della massa muscolare e dell’equilibrio cardiovascolare.

Alimentazione mediterranea, riposo e legami sociali

Uno dei fattori più analizzati è l’alimentazione. A Ikaria prevale una versione tradizionale della dieta mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale. Gli abitanti, in particolare le generazioni più anziane, consumano regolarmente verdure selvatiche, legumi, frutta di stagione, pesce fresco e olio extravergine d’oliva. La carne proviene spesso da piccoli allevamenti domestici. I prodotti industriali e ultraprocessati sono presenti in misura limitata.

La letteratura scientifica associa questo schema alimentare a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, a un miglior controllo di colesterolo e glicemia, e a un effetto protettivo generale sull’organismo. Non è il singolo alimento a fare la differenza, ma l’insieme del modello nutrizionale. Anche il consumo moderato di vino rosso, inserito nel contesto dei pasti, è stato oggetto di studio per il contenuto di polifenoli.

Accanto all’alimentazione emerge il ruolo del sonno regolare. Molti abitanti dormono diverse ore per notte e mantengono la tradizione della pennichella pomeridiana. Il riposo adeguato contribuisce alla regolazione ormonale, al controllo della pressione e alla salute del sistema cardiovascolare. Le ricerche sul ritmo circadiano evidenziano che una buona qualità del sonno incide sul metabolismo e sulla prevenzione di disturbi cronici.

Un altro elemento determinante è la partecipazione sociale attiva. Gli anziani non vengono isolati, ma restano coinvolti nella vita del villaggio. La presenza di legami familiari solidi e di una comunità coesa favorisce il mantenimento delle funzioni cognitive e riduce il rischio di decadimento mentale.

Negli ultimi anni il progetto internazionale Blue Zone ha tentato di replicare alcuni di questi comportamenti in contesti urbani, introducendo modifiche ambientali e programmi collettivi orientati a migliorare abitudini alimentari, livelli di attività fisica e interazione sociale. I dati preliminari mostrano miglioramenti negli indicatori di salute dove vengono adottati interventi strutturati.

Ikaria continua a essere osservata come modello di studio. L’isola non rappresenta un’eccezione casuale, ma un caso documentato che evidenzia come ambiente, alimentazione naturale, movimento quotidiano, relazioni sociali e gestione dello stress possano incidere in modo concreto sulla durata della vita e sulla qualità dell’invecchiamento.

Non esistono formule miracolose. Esistono abitudini quotidiane, ripetute nel tempo, che producono effetti misurabili sulla salute pubblica. Ed è proprio su questi comportamenti che si concentra oggi l’attenzione degli studiosi.

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