Un gesto semplice, legato alla riflessologia facciale, viene indicato come possibile sollievo contro il mal di testa da stress e affaticamento.
Quando il mal di testa arriva senza preavviso, spesso nel mezzo della giornata, molti cercano un rimedio rapido che non richieda farmaci. Secondo quanto riportato dal sito brasiliano Informe Brasil, esisterebbe un gesto preciso, già noto nella tradizione della riflessologia facciale, capace di favorire un rilassamento immediato: premere per alcuni secondi l’inizio del sopracciglio sinistro. La tecnica viene descritta come un metodo semplice, da eseguire in autonomia, che agirebbe sui punti collegati al sistema nervoso. Non si tratta di una cura medica, ma di una pratica che punta a ridurre la tensione muscolare e a favorire un riequilibrio momentaneo. Lo sappiamo, quando il dolore pulsa alla fronte ogni minuto pesa di più.
Il punto del sopracciglio sinistro e il legame con il sistema nervoso
La riflessologia facciale si basa sull’idea che alcune aree del viso siano connesse a organi e funzioni interne. In questo contesto, l’inizio del sopracciglio sinistro viene indicato come un punto sensibile, attraversato da microvasi e terminazioni nervose. La pelle in quella zona è sottile, reattiva al tocco, e secondo questa impostazione accumulerebbe energia nei momenti di stress.
Informe Brasil colloca questa tecnica all’interno di una tradizione diffusa in diversi Paesi dell’America Latina. La pressione leggera e circolare esercitata sul punto avrebbe l’effetto di stimolare il rilassamento dei muscoli frontali e di migliorare la circolazione locale. Il risultato atteso non è immediato in senso assoluto, ma graduale: si parla di attenuazione della tensione, non di eliminazione istantanea del dolore.

Il punto del sopracciglio sinistro e il legame con il sistema nervoso – lascuolafanotizia.it
Lo psicologo Carlos Menezes, citato dal portale, sostiene che il mal di testa nasca spesso da una combinazione di stress, ansia e stanchezza. Secondo la sua spiegazione, questi fattori innescano un circolo di contrazioni muscolari involontarie. Il gesto consapevole, eseguito con attenzione e respirazione lenta, interromperebbe questo schema automatico. “Non è una questione di forza, ma di intenzione”, afferma Menezes. Il tocco diventa quindi un segnale che il corpo riceve, quasi un promemoria fisiologico: rallenta.
Dal punto di vista neurofisiologico, l’atto di fermarsi, chiudere gli occhi e respirare profondamente attiva il sistema nervoso parasimpatico, quello legato al riposo. È un meccanismo noto. Quando entra in funzione, la frequenza cardiaca si abbassa e i muscoli si distendono. Eppure, non a caso, molte cefalee di tipo tensivo compaiono proprio nelle fasi di accumulo di stress quotidiano.
La tecnica non richiede strumenti né competenze specifiche. Richiede tempo, pochi minuti, e un ambiente tranquillo. Non sostituisce una valutazione medica in presenza di dolori persistenti o sintomi associati. Resta un gesto che alcune persone riferiscono utile nelle fasi iniziali della tensione.
Come applicare la tecnica e quali abitudini aiutano a prevenire il dolore
La procedura indicata è semplice. Chi avverte un mal di testa viene invitato a spostarsi in un luogo silenzioso, sedersi o restare in piedi con la schiena dritta. Prima di toccare il viso, è consigliato eseguire un respiro profondo, chiudere gli occhi e rallentare il ritmo. Con pollice e indice si può pizzicare delicatamente l’inizio del sopracciglio sinistro, applicando una pressione circolare per circa 30-60 secondi. Il movimento deve restare leggero, costante, senza provocare dolore. Poi si può ripetere l’azione due o tre volte.
L’obiettivo non è “schiacciare” il punto, ma stimolarlo. Già questo dettaglio chiarisce l’approccio: si lavora sulla sensibilità cutanea e sulla percezione corporea. Durante il massaggio, è utile mantenere una respirazione lenta e regolare. Il gesto, abbinato alla pausa dalla routine, aiuta a spezzare la sequenza di pensieri che spesso accompagna il malessere.
Oltre a questa tecnica, il sito del gruppo sanitario CUF ricorda alcune indicazioni generali che possono ridurre la frequenza del mal di testa. L’idratazione è tra i fattori più citati: bere acqua in quantità adeguata sostiene la funzionalità dei tessuti e previene la disidratazione, che può scatenare cefalee. Il riposo gioca un ruolo centrale, soprattutto quando il dolore compare insieme a sintomi influenzali o raffreddore.
Anche la gestione dello stress incide. Pause regolari durante l’uso prolungato di computer o televisione evitano l’affaticamento oculare. Chi lavora molte ore davanti allo schermo dovrebbe alzarsi, distogliere lo sguardo, muovere le spalle. Non dormire più del solito e mantenere intervalli regolari tra i pasti contribuisce a stabilizzare i livelli di energia.
Il consumo eccessivo di bevande alcoliche viene indicato come fattore di rischio. L’organismo reagisce all’alcol con vasodilatazione e alterazioni metaboliche che possono favorire il dolore. Anche saltare i pasti o restare a digiuno prolungato può incidere, specie nelle persone predisposte.
Il mal di testa resta un sintomo, non una malattia unica. Può segnalare tensione muscolare, affaticamento, disidratazione. In presenza di episodi frequenti o intensi è necessario rivolgersi a un medico per una valutazione completa. La pressione sul sopracciglio sinistro, come descritto da Informe Brasil, si inserisce in un insieme di pratiche di auto-gestione. Un gesto semplice, da usare con consapevolezza. Già fermarsi un minuto, respirare e ascoltare il proprio corpo può cambiare la percezione del dolore, almeno per un momento.








