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Aloni sul pavimento dopo averlo lavato? Le colf usano il trucco “della corsia”, sarà brillante come non mai

Pulizie pavimenti
Aloni sul pavimento dopo averlo lavato? Le colf usano il trucco "della corsia", sarà brillante come non mai - lascuolafanotizia.it

Pavimenti con strisce dopo il lavaggio? Ecco il metodo corretto: poco detergente, panno umido e asciugatura immediata.

Capita spesso. Si lava il pavimento con cura, si guarda controluce e compaiono strisce, aloni, segni irregolari che rovinano l’effetto pulito. Non è quasi mai il prodotto in sé a creare il problema, ma il modo in cui l’acqua si deposita e asciuga. Quando il liquido evapora in modo non uniforme, trascina con sé i residui di detergente e li lascia visibili sulla superficie. Il risultato è un pavimento segnato, specie su gres porcellanato, superfici lucide o parquet verniciato. La differenza la fanno quantità, strizzatura e tempi di asciugatura. Già questo dettaglio cambia tutto.

Cosa mettere nel secchio e perché la schiuma è un errore frequente

Nel secchio serve una miscela essenziale. Acqua fredda o tiepida, non bollente, e una quantità minima di detergente neutro. La regola pratica è semplice: se si forma molta schiuma, il prodotto è eccessivo. La schiuma non indica maggiore pulizia, indica una concentrazione che rischia di lasciare tracce visibili.

L’acqua troppo calda può alterare alcune superfici, in particolare parquet trattati o pavimenti vinilici. L’acqua tiepida scioglie lo sporco senza creare sbalzi. Il detergente va dosato con precisione. I produttori riportano indicazioni in etichetta, eppure l’errore più diffuso è versarne “un po’ in più”. Lo sappiamo, si pensa che così il pavimento venga meglio. Accade il contrario.

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Quando il detergente è in eccesso, durante l’asciugatura resta una pellicola sottile – lascuolafanotizia.it

Quando il detergente è in eccesso, durante l’asciugatura resta una pellicola sottile. Questa pellicola riflette la luce in modo irregolare, generando aloni evidenti. Sulle superfici scure il fenomeno è ancora più marcato. In ambienti con molta luce naturale, il controluce amplifica il difetto.

La soluzione non richiede prodotti speciali. Serve equilibrio. Un secchio con acqua pulita, poche gocce di detergente neutro, niente additivi. L’obiettivo è rimuovere lo sporco superficiale senza caricare il pavimento di sostanze che poi si depositeranno. Chi lavora nel settore delle pulizie domestiche ripete sempre lo stesso principio: meno prodotto, più controllo.

Anche la qualità dell’acqua incide. In zone con acqua calcarea, l’asciugatura può lasciare tracce minerali. In questi casi è utile cambiare l’acqua durante il lavaggio, specie in ambienti grandi. Il pavimento non va “innaffiato”. Va trattato con un panno ben strizzato che rilasci umidità in modo uniforme.

Strizzatura, movimenti e asciugatura: il passaggio che cambia il risultato

Il punto centrale non è nel secchio ma nel panno. Il panno deve essere umido, non bagnato. Quando è saturo d’acqua, crea piccole micro-pozze invisibili che asciugano a tempi diversi. In quei secondi si depositano i residui di detergente. È qui che nascono le strisce.

La tecnica è concreta. Si immerge il mop o il panno in microfibra, poi si strizza con decisione fino a eliminare ogni goccia visibile. Se il panno continua a gocciolare, è troppo bagnato. Passare il pavimento con un attrezzo eccessivamente carico significa distribuire acqua in eccesso. L’asciugatura diventa irregolare.

Anche i movimenti contano. Le corsie devono essere regolari, leggermente sovrapposte, come se si stesse falciando un prato. Movimenti casuali, avanti e indietro ripetuti più volte sulla stessa zona, rimettono in circolo l’umidità. Si trascina sporco già rimosso, si crea una pellicola non uniforme. Seguire le fughe delle piastrelle o le venature del legno aiuta a distribuire meglio l’umidità.

Il passaggio decisivo è l’asciugatura immediata con un secondo panno asciutto, preferibilmente in microfibra pulita. Questo gesto elimina l’umidità residua e uniforma l’evaporazione. Non è un passaggio decorativo, è tecnico. La microfibra trattiene l’acqua senza spanderla. Pareggia la superficie e riduce al minimo la formazione di segni visibili.

Un errore frequente riguarda il lavaggio dei panni. L’uso di ammorbidente lascia una patina quasi invisibile sulle fibre. Quando il panno entra in contatto con il pavimento, trasferisce quella pellicola. Sulle superfici lucide il risultato sono strisciate evidenti. I panni in microfibra vanno lavati senza ammorbidente, con detergenti delicati.

Prima del lavaggio umido, è indispensabile rimuovere polvere, briciole e residui con scopa o aspirapolvere. Se si passa direttamente il panno su particelle solide, queste vengono trascinate e possono creare graffi superficiali o segni. Il lavaggio funziona solo su pavimento già privo di sporco visibile.

La formula è lineare: poca acqua, poco detergente, panno ben strizzato, movimenti ordinati e asciugatura rapida. Non servono prodotti costosi né soluzioni miracolose. Serve metodo. E quando il metodo è corretto, anche sotto la luce più diretta il pavimento resta uniforme, senza righe, senza aloni, pulito davvero.

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