L’Agenzia delle Entrate chiarisce le nuove regole sui pagamenti rateali: decadenza solo in determinati casi. Più flessibilità
Nel corso della trentacinquesima edizione di Telefisco 2026, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti fondamentali in merito alla rottamazione quinquies, la nuova definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025).
Un tema di grande rilevanza riguarda il pagamento rateale e le conseguenze del mancato versamento della prima rata, con scadenza fissata al 31 luglio 2026. Le novità illustrate si inseriscono in un quadro normativo aggiornato che punta a garantire maggiore flessibilità ai contribuenti, senza però diluire eccessivamente le condizioni di decadenza dalla sanatoria.
Regole distinte tra pagamento in unica soluzione e pagamento rateale
La normativa vigente definisce due modalità di pagamento per aderire alla rottamazione quinquies: il versamento in unica soluzione o la rateizzazione fino a un massimo di 54 rate bimestrali, scelta da effettuare entro il termine di presentazione della domanda, fissato al 30 aprile 2026.
In caso di pagamento in un’unica soluzione, la disciplina è inflessibile: il mancato o insufficiente versamento entro la scadenza del 31 luglio 2026 comporta la decadenza immediata dagli effetti della definizione agevolata. Non è prevista alcuna soglia di tolleranza, poiché la rata è una sola e il pagamento deve essere effettuato per intero.
Diversamente, per il pagamento rateale, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il mancato pagamento della prima rata non determina automaticamente la perdita dei benefici della rottamazione. La decadenza si verifica solo se si arriva alla situazione di mancato versamento di due rate, anche non consecutive, oppure dell’ultima rata prevista dal piano. Questo approccio più flessibile è stato pensato per tenere conto di eventuali difficoltà transitorie, come problemi di liquidità o errori operativi nell’esecuzione dei pagamenti, senza compromettere immediatamente il diritto alla definizione agevolata.

Buone notizie sulla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali – (lascuolafanotizia.it)
Uno degli aspetti tecnici più rilevanti riguarda la corretta imputazione dei pagamenti successivi. Nel caso in cui una rata non venga versata, eventuali pagamenti effettuati successivamente vengono imputati prioritariamente alla rata insoluta precedente. Questo vuol dire che, anche se si effettua il pagamento della rata del mese successivo, tale somma verrà destinata a sanare la precedente, lasciando scoperta la rata corrente.
Questo meccanismo può portare a una situazione in cui il contribuente risulti inadempiente su due rate non necessariamente consecutive, accelerando così la decadenza dalla rottamazione quinquies. La continuità dei pagamenti nel tempo diventa quindi il criterio chiave per mantenere attiva la definizione agevolata, spostando l’attenzione dal singolo giorno di scadenza alla gestione complessiva del piano di rientro.
Nel quadro dei chiarimenti di Telefisco 2026 è stato confermato che la domanda di adesione alla rottamazione quinquies può essere revocata, ma solo entro il termine ultimo del 30 aprile 2026. Questo consente ai contribuenti di valutare con attenzione la propria situazione economica e, se necessario, modificare la strategia di gestione del debito senza incorrere in sanzioni.
Le date chiave da ricordare sono quindi:
– 30 aprile 2026: termine per la presentazione o revoca della domanda;
– 31 luglio 2026: prima scadenza per il pagamento della rata unica o della prima rata rateizzata;
– Le scadenze successive delle rate, da tenere sotto stretto controllo per evitare la decadenza.








