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Giappone in fiore 2026: quest’anno andarci conviene tantissimo. Si risparmia moltissimo, il motivo è sorprendente

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Giappone in fiore 2026: quest’anno andarci conviene tantissimo. Si risparmia moltissimo, il motivo è sorprendente - lascuolafanotizia.it

Viaggi in Giappone nel 2026 più economici grazie allo yen debole, ma con nuove tasse su visti, hotel e partenze.

Il 2026 potrebbe essere uno degli anni migliori per viaggiare in Giappone spendendo meno, almeno per chi parte dall’Europa. Prezzi più bassi su voli e hotel, pacchetti competitivi, una fioritura dei ciliegi prevista in anticipo e meno concorrenza turistica: tutto fa pensare a una stagione favorevole, specie tra marzo e aprile. Ma c’è un rovescio della medaglia. Le nuove tasse sui soggiorni, sui visti e sulle partenze internazionali potrebbero rialzare il budget complessivo, soprattutto per chi programma il viaggio in primavera inoltrata o in estate.

Tra voli scontati, yen debole e meno turisti dalla Cina il Giappone diventa più abbordabile

La decisione delle autorità cinesi di ridurre drasticamente i voli verso il Giappone ha già provocato effetti tangibili. Meno visitatori da Pechino e Shanghai, meno pressione sugli alloggi, prezzi in calo su rotte molto frequentate come Osaka–Tokyo e meno affollamento nelle città storiche. Secondo il ministero dei Trasporti nipponico, i flussi turistici dalla Cina sono crollati del 45% rispetto al 2025, anche a causa delle tensioni politiche tra i due Paesi. Air China ha cancellato decine di voli a dicembre, lasciando vuoti che le compagnie europee ed extra asiatiche stanno colmando con offerte mirate.

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Tra voli scontati, yen debole e meno turisti dalla Cina il Giappone diventa più abbordabile – lascuolafanotizia.it

Nel frattempo lo yen giapponese ai minimi storici fa il resto: euro e sterlina hanno più potere d’acquisto. Questo ha portato a una riduzione media tra il 10% e il 20% dei costi totali di viaggio, soprattutto su pacchetti e soggiorni brevi. La stagione dei sakura sarà anticipata di qualche giorno rispetto agli anni scorsi: Tokyo prevede i primi fiori già dal 20 marzo, Kyoto dal 24, Osaka pochi giorni dopo. A Okinawa, invece, i ciliegi fioriscono tra gennaio e febbraio, e i prezzi in quel periodo sono ancora più bassi.

Chi sogna un viaggio in Giappone nel 2026 potrebbe quindi trovarsi davanti a un’opportunità economica concreta, a patto di agire in fretta: i viaggiatori europei, in particolare dal Regno Unito, stanno già aumentando del 23% rispetto all’anno scorso, segno che il trend è stato percepito anche fuori dall’Asia. Ma se da un lato i costi diminuiscono, dall’altro crescono i vincoli economici nascosti. E ignorarli può cambiare parecchio il conto finale.

Nuove tariffe su visti, hotel e partenze rischiano di riequilibrare i vantaggi

Dal 1° marzo 2026 entreranno in vigore nuove tasse di soggiorno per chi pernotta in Giappone. L’imposta sarà calcolata in base al costo dell’hotel: dai 200 yen (1 euro) per gli alloggi più economici sotto i 6.000 yen a notte, fino a 10.000 yen (56 euro) per gli hotel di lusso. Le città più interessate saranno Tokyo, Kyoto e Osaka, proprio quelle che attraggono milioni di turisti per la fioritura dei ciliegi.

Un altro fronte caldo riguarda i visti d’ingresso. Attualmente, il costo è di 3.000 yen (circa 19 euro) per i visti singoli e 6.000 yen (circa 38 euro) per quelli multipli. Il governo intende portare queste cifre rispettivamente a 15.000 yen e 30.000 yen, allineandole agli standard europei e britannici. L’aumento è previsto da aprile 2026, quindi chi viaggia a marzo potrà ancora beneficiare della vecchia tariffa. Ma chi punta a Hokkaido, dove la fioritura è ritardata fino a maggio, dovrà fare i conti con le nuove condizioni.

Infine, c’è la departure tax: la tassa di uscita dal Paese introdotta nel 2019 a quota 1.000 yen (circa 5,50 euro). Dal luglio 2026, secondo le proposte del ministero delle Finanze, la tariffa verrà triplicata a 3.000 yen (16 euro) per ogni viaggiatore in partenza via mare o aereo, dai 2 anni di età in su. È un rincaro che, se sommato ad altri costi amministrativi, rischia di intaccare il risparmio garantito dal calo dei voli.

Per ora, chi prenota un viaggio tra febbraio e inizio aprile può ancora evitare buona parte di questi aumenti. Ma per chi decide di partire più avanti nel 2026, sarà fondamentale pianificare tutto con attenzione, monitorare la politica fiscale giapponese e valutare bene date, itinerari e categoria degli alloggi. Il Giappone resta una meta ambita, ma ora più che mai richiede un occhio al calendario e uno al portafoglio.

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