Gli esperti spiegano come la neuroplasticità consenta di modificare i circuiti mentali, offrendo strategie per rafforzare il benessere
In un’epoca in cui le sfide quotidiane mettono sotto pressione la salute mentale di milioni di persone, la dottoressa Vanessa Benjumea, neurologa di fama internazionale e esperta in mindfulness, offre una nuova chiave di lettura per comprendere e gestire i pensieri ossessivi e negativi che spesso intrappolano la mente. La sua esperienza clinica e umana ha messo in luce un concetto fondamentale: allenare il cervello come un muscolo per migliorare il benessere psicologico.
Da anni, Vanessa Benjumea ascolta pazienti e lettori descrivere la stessa condizione frustrante: una mente che si blocca in circoli viziosi, incapace di staccarsi da pensieri ripetitivi e negativi. «Perché continuo a rimuginare su cose che so mi fanno male?» è una domanda ricorrente. La risposta, secondo la neurologa, non risiede in una mancanza di forza di volontà, bensì nella struttura e nel funzionamento del cervello.
La chiave di svolta è la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di riorganizzarsi, creare nuove connessioni neuronali e modificare i propri schemi di funzionamento, e questo processo avviene durante tutta la vita. Benjumea spiega: «La nostra mente non è un’entità immutabile, ma un organismo dinamico e plasmabile. Esiste una neuroplasticità negativa, che rafforza i circuiti del malessere quando ci si perde nei pensieri negativi, ma anche una neuroplasticità positiva, che consente di potenziare le vie neurali della calma, dell’attenzione consapevole e della regolazione emotiva».
Allenare il cervello come un muscolo: un approccio rivoluzionario
Secondo Benjumea, il funzionamento del cervello è paragonabile a quello di un muscolo: «Ogni volta che ripetiamo un movimento, esso diventa più forte. Lo stesso vale per i pensieri. Ripetendo lamentele, giudizi o pensieri intrusivi, rinforziamo le connessioni neuronali che sostengono quei meccanismi mentali dannosi». Tuttavia, questa dinamica funziona anche al contrario. È possibile, con la pratica costante, indebolire quei circuiti e costruirne di nuovi più funzionali.
«Il cervello apprende per ripetizione», sottolinea la neurologa. «Ogni volta che scegliamo di concentrarci sul presente, di respirare prima di reagire o di fermare un pensiero intrusivo, rafforziamo le vie neuronali che favoriscono calma e chiarezza, riducendo l’influenza delle autostrade neurali di sofferenza».

Il cervello va allenato – (lascuolafanotizia.it)
Questo processo richiede tempo e dedizione. Non si tratta di eliminare i pensieri negativi, cosa impossibile, ma di modificare il rapporto che abbiamo con essi, imparando a non esserne schiavi.
Partendo da queste solide basi neuroscientifiche, Vanessa Benjumea ha sviluppato il libro Mente calma, che si presenta come un vero e proprio “kit di pronto soccorso” per chi si sente intrappolato nei cosiddetti loop mentali. Il volume unisce il rigore della neurologia con strumenti di mindfulness e autocompassione, offrendo esercizi concreti per coltivare una mente più resiliente.
Benjumea spiega che “pensare meglio” non significa pensare meno, ma farlo in modo più consapevole, affinché la mente diventi un’alleata anziché un nemico. I piccoli gesti quotidiani – fermarsi prima di rispondere impulsivamente a un messaggio, respirare profondamente quando si avverte ansia, riconoscere quando si è intrappolati in una catena di pensieri – sono le fondamenta di questo allenamento mentale.








