Il prurito persistente alle gambe può essere un campanello d’allarme per condizioni di salute serie. Quando bisogna consultare il medico?
Il prurito persistente alle gambe è un disturbo che spesso viene sottovalutato, ma che può rappresentare un campanello d’allarme per problemi venosi di rilievo. L’esperto in medicina interna Dr. Tushar Tayal, con vasta esperienza clinica in India e formazione specialistica in diabetologia e medicina estetica, sottolinea come questa sensazione fastidiosa sia spesso legata a una cattiva circolazione sanguigna, che può indicare condizioni patologiche come l’insufficienza venosa cronica o le varici.
Prurito persistente alle gambe: un sintomo da non trascurare
Secondo il Dr. Tayal, il prurito continuo alle gambe può essere il primo segnale di problemi venosi dovuti a un ritorno insufficiente del sangue al cuore. Questo rallentamento provoca un accumulo di sangue nelle gambe, con fuoriuscita di liquidi nei tessuti circostanti, causando infiammazione, secchezza cutanea e prurito prima ancora che le vene varicose diventino visibili. Le condizioni associate includono insufficienza venosa cronica, trombosi venosa profonda e altre patologie venose che aumentano la pressione nelle vene degli arti inferiori, alterando la pelle con arrossamenti e prurito persistente.
La dermatologa Sheila N. Blumberg, docente presso NYU Langone Health e specialista in chirurgia vascolare, conferma che mantenere una buona circolazione è fondamentale per prevenire l’insorgenza di varici, che si manifestano come vene dilatate e tortuose sotto la pelle, spesso accompagnate da prurito localizzato soprattutto nella zona delle caviglie e delle gambe inferiori.

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Il prurito alle gambe può essere accompagnato da altri sintomi che indicano la necessità di una valutazione medica specialistica. Tra questi rientrano l’aumento del gonfiore, cambiamenti nel colore della pelle, visibilità accentuata delle vene e dolori ricorrenti. La presenza di tali segnali può indicare un peggioramento della circolazione venosa e un rischio aumentato di complicanze, come ulcere venose o infezioni cutanee secondarie.
Il prurito è spesso correlato a una pelle secca (xerosi), che compromette la barriera cutanea e facilita l’irritazione. A livello fisiopatologico, un deficit nell’apporto di ossigeno e nutrienti alla pelle, dovuto a una circolazione venosa inefficiente, favorisce un’infiammazione locale che si manifesta con arrossamenti e prurito. La sensazione di prurito è mediata da fibre nervose specializzate che trasmettono lo stimolo al cervello, inducendo il bisogno di grattarsi, che però può aggravare ulteriormente la condizione infiammatoria.
Strategie per prevenire e gestire il prurito e le varici
Per contrastare l’insorgenza delle varici e alleviare il prurito associato, la chirurga vascolare Sheila Blumberg suggerisce alcune modifiche nello stile di vita che migliorano la circolazione sanguigna. Tra le raccomandazioni principali vi sono:
- Mantenere un’attività fisica regolare come camminare, nuotare o praticare yoga, esercizi che favoriscono il ritorno venoso.
- Elevare le gambe durante i momenti di riposo per ridurre la pressione venosa.
- Indossare calze a compressione graduata, utili nel migliorare il flusso sanguigno e prevenire il ristagno venoso.
- Evitare la permanenza prolungata in piedi o seduti senza movimento, che può peggiorare il ristagno del sangue nelle vene superficiali.
L’idratazione della pelle è un altro aspetto fondamentale, soprattutto nei casi in cui il prurito sia legato a secchezza cutanea. L’uso di creme emollienti aiuta a ripristinare la barriera cutanea e a prevenire il ciclo di irritazione e grattamento che può portare a lesioni.
Il prurito persistente alle gambe non deve essere sottovalutato se associato a sintomi quali gonfiore progressivo, cambiamenti cutanei evidenti, dolore o presenza di varici visibili. In questi casi è importante consultare un medico specialista per una valutazione approfondita, che può includere esami clinici e strumentali come l’ecodoppler venoso, fondamentale per diagnosticare eventuali insufficienze o trombosi venose.








