Sono finalmente disponibili i risultati ufficiali delle autopsie su Chiara Costanzo e Achille Barosi, i due turisti italiani coinvolti nella tragedia a Crans-Montana, la località svizzera dove si è consumato il dramma. Le indagini, che hanno tenuto con il fiato sospeso amici, familiari e opinione pubblica, hanno fatto chiarezza sulle cause reali dei decessi, contraddicendo alcune ipotesi iniziali.
Le autopsie, eseguite presso il Le Constellation, centro medico specializzato in Svizzera, hanno escluso che le ustioni siano state la causa diretta della morte di Chiara Costanzo e Achille Barosi. In particolare, gli esami hanno evidenziato che entrambi sono deceduti a causa di complicazioni interne legate a un trauma diverso da quello superficiale delle bruciature, che pure erano presenti sui loro corpi.
Questa novità ha sollevato interrogativi sui tempi e sulle modalità con cui sono state effettuate le analisi post-mortem, soprattutto considerando che, come sottolineato da fonti vicine alle famiglie, si sarebbe potuto procedere con le autopsie direttamente in Svizzera, dove si è verificato il fatto, evitando ulteriori complicazioni legate al trasferimento delle salme.
Perché non eseguire le autopsie in Svizzera?
Il dibattito sulla sede delle autopsie si è acceso proprio nelle ore successive al tragico evento. Alcuni esperti e familiari delle vittime hanno espresso dubbi sulla scelta di effettuare gli esami presso strutture italiane, suggerendo che un’analisi condotta in Svizzera avrebbe potuto fornire risultati più rapidi e forse più precisi, grazie alla vicinanza temporale con il momento del decesso.
Tuttavia, le autorità competenti hanno spiegato che la decisione è stata presa in base a protocolli internazionali e a esigenze investigative, tenendo conto anche della collaborazione tra i due Paesi. La trasparenza delle indagini è stata ribadita, così come la volontà di garantire il massimo rispetto per le vittime e le loro famiglie.
L’esito delle autopsie segna una svolta significativa nelle indagini sull’incidente di Crans-Montana. Le autorità ora si concentrano su altri aspetti, come le condizioni ambientali e le dinamiche che hanno portato al trauma fatale, al fine di chiarire ogni dettaglio e prevenire eventi simili in futuro.
Intanto, i familiari di Chiara Costanzo e Achille Barosi continuano a chiedere giustizia e verità, supportati da un’indagine che, grazie ai dati medico-legali aggiornati, potrà procedere con maggiore precisione e consapevolezza delle cause reali del dramma.








